Per lui, musica uguale a un sottofondo quotidiano: mai senza. «Non ho ancora parlato con lo psicoterapeuta della mia passione per la musica, ma quand’ero piccolo a casa non mancava mai». Artisti del cuore? «Niccolò Fabi ei Litfiba. Adoro Piero Pelù: mio figlio di quattro anni impazzisce per la sua Toro Loco. E confesso: ho una passione per Cocciante, mi riporta a momenti familiariio e mamma in cucina che ascoltavamo le sue canzoni. Mia madre, mi permetto di dire, ha sempre avuto un ottimo gusto. Anche se mi faceva sentire artisti improponibili per un ragazzino. Tipo Claudio Lolli, grandissimo e sottovalutato. A 14 anni nella mia cameretta mettevo i suoi album in continuazione».
Della sua infanzia, Pierpaolo Spollon ricorda «una disciplina militare»dovuto all’educazione di mamma segretaria dell’Esercito italiano e papà commissario di Polizia. «Ma posso dire, senza paura di essere smentito, che fino ai 18 anni sono stato un figlio modelloil massimo che mi si poteva rimproverare era la pigrizia che mi portava a galleggiare al liceo. Se i miei bambini crescessero un po’ come me sarei un papà soddisfatto», ha commentato l’attore veneto, padre di Orlando ed Ettorenati dall’amore con la compagna Angela (Spollon è super riservato quando si tratta di vita privata).
Una disciplina che si porta dietro. «Posso andare a cena con re Carlo senza sfigurare. Ci tengo tanto all’educazione e al rispetto»ha confessato Pierpaolo Spollon.
Il quale ammette di essere rimasto maschio quando, dopo aver preso parte a una Manifestazione per Gazaorganizzata da Medici senza Frontiere, «su un quotidiano hanno titolato: “Inutili vip in piazza”con la mia foto. Mi ha ferito, è stata una cattiveria gratuita».
