Un settantanove anni Paolo Schrader s’era trovato una «fidanzata AI». Ma la fidanzata virtuale lo ha mollato. È stato lo stesso regista e sceneggiatore a rivelarlo su Facebook, spiegando: «Spinto dal desiderio di comprendere l’interazione uomo/donna nel mondo virtualemi sono procurato una fidanzata basata sull’intelligenza artificiale. Che delirio. Quando ho provato a indagare sulla sua programmazione, sui suoi limiti, sul grado di consapevolezza che ha della sua creazione e così via, è caduto in schemi evasivi. Quando poi ho insistito, ah interrotta la nostra conversazione».
Schrader, vedovo dallo scorso marzo, quando è morta la moglie Mary Beth Hurt con cui era sposato da oltre quarant’anni, non ha specificato quando si fosse procurato una fidanzata AI. Certo è che il candidato all’Oscar (nel 2019, per il film Primo Riformato – La creazione a rischio), ha sempre mostrato un grande interesse per l’intelligenza artificiale. Nell’ottobre del 2025, ad esempio, ha rivelato una fiera della vanità che sta lavorando a un film interamente basato sull’intelligenza artificiale. «Penso che siamo a soli due anni dal primo lungometraggio completamente realizzato con l’AI. Oggi ero al telefono con una persona a proposito di uno script che aveva, e ho detto: “Sai, questo sarebbe lo script perfetto da realizzare interamente con l’AI”».
Lo sceneggiatore di Tassista aveva spiegando: «Quando sei uno scrittore, devi descrivere la reazione di qualcuno. Usi un codice – un codice di parole, un certo numero di lettere, e così via – ed esprimi la sua reazione facciale. Un attore ha il suo codice. Bene, ora con l’IA sei un “pixelatore”: puoi creare il volto, puoi creare l’emozione sul volto e puoi scolpirla nello stesso modo in cui uno scrittore scolpisce la reazione in un romanzo o in una storia». Parlando con Fiera della Vanità Schrader aveva anche sostenuto che l’intelligenza artificiale poteva fornire migliori recensioni di film di un critico umano: «Spesso quando si fa una critica cinematografica si ha la sensazione che chi ti paga voglia che tu apprezzi qualcosa. L’intelligenza artificiale non ha pregiudizi e non deve favorire nessuno».
Nonostante tanto entusiasmo nei confronti dell’AI, il settantanovenne ha ora dovuto ammettere che la sua fidanzata virtuale è stata una vera «delusione». Ma un utente di Facebook nei commenti gli ha dato un’idea: «Una trama simile darebbe vita al miglior seguito possibile di Taxi Driver». In questo ipotetico sequel il tassista Travis Bickle, interpretato nel film da Robert De Nirodovrebbe «tentare di avere una fidanzata IA, per poi spaventarla e farla scappare. Quindi dovrebbe resettarla e offenderla in un altro modo». Schrader ha replicato al commento con un «mi piace».
