Pedro Almodovar sulla Montée des Marches con Barbara Lennie e Leonardo Sbaraglia, uno a destra e una a sinistra, come i due alter ego che sono nel film. Dietro di loro Aitana Sánchez-Gijón, Victoria Luengo, Patrick Criado, Milena Smit, Rossi di Palma. Il tappeto rosso di Amarga Navidad (Natale amaro) al Festival di Cannes 2026 – martedì 19 maggio, ottavo giorno – è stato prima di tutto un ritratto di famiglia. Quella di Almodóvar: il regista che ha 76 anni e otto film in concorso sulla Croisette (nessuno ne ha mai portati così tanti).
A guidare il gruppo c’era lui, con l’aria da padrone di casa. Bárbara Lennie, protagonista del film, gli è rimasta accanto per tutta la sera, è lei il cuore di Amarga Navidadla regista in crisi che va a Lanzarote a elaborare un lutto. Leonardo Sbaraglia, argentino, è l’altro protagonista: il regista che scrive la storia di Lennie. Aitana Sánchez-Gijón è tornata sul tappeto rosso per la seconda volta in una settimana, era già nel cast di L’Amato con Javier Bardem. Rossy de Palma, la musa storica di Almodóvar, nel film ha un cameo, e sul red carpet ha portato esattamente la stessa energia.
Poi le luci si sono spente. Un’ora e 52 minuti dopo, standing ovation. Sei minuti e mezzo di applausi secondo Varietà, non i 17 minuti di Venezia per La stanza accanto. Poi Almodovar ha parlato, rivolgendosi alla sala. Ha detto che ha sempre amato l’accoglienza che Cannes gli riserva dal momento in cui entra nel cinema. E che gli mancherà quando non potrà più venire. Applauso lunghissimo. Un secondo giro di applausi. Il pubblico l’ha accompagnato fino all’uscita dal teatro.
