In cosa consiste? La premessa inevitabile è che ad oggi la radioterapia, la chemioterapia e la chirurgia non sono mai state sufficienti a salvare la vita dei pazienti affetti da gliomi. La rivoluzionaria cura, esposta in uno studio pubblicato su Annali di casi cliniciprevede una terapia specifica per questo tipo di tumore cerebrale basata sull’immissione di cellule staminali in tessuto adiposo microframmentato. «Le cellule staminali naturalmente presenti nel nostro organismo e deputate alla riparazione dei tessuti danneggiati, vengono attratte dal tumore, riconoscendolo come una lesione», spiega Zeira. «Il tumore, a differenza di altre terapie, non opporsi alla resistenza alla loro penetrazione. Inserendo all’interno delle cellule un farmaco chemioterapico è stato quindi possibile colpire direttamente la massa tumorale, con un effetto mirato e potente. I risultati sono promettenti: nei cani trattati si è osservata una significativa riduzione del volume del tumore cerebraleun traguardo che potrebbe rappresentare una svolta anche per la cura dei tumori cerebrali nell’uomo. L’applicazione, trattata solo sui cani, avviene in anestesia generale attraverso un foro eseguito nel cranio del cane in cui, con un ago lungo e sottile, vengono iniettate le cellule staminali direttamente nella massa tumorale. Su cinque dei sei cani trattati abbiamo riscontrato la regressione di buona parte del tumore». Su questi pazienti è stata effettuata una sola applicazione.
I casi più comuni di glioblastoma possono colpire soprattutto razze di cani come i bulldog francese oi pugileprobabilmente per la loro particolare conformazione cranica o per caratteristiche genetiche.
Medicina rigenerativa e staminali anche per l’artrosi
Veterinario che applica la benda sulla zampa del cane al tavolo in clinica, primo pianoLiudmila Chernetska
Una seconda applicazione dell’avanguardia terapia rigenerativa riguarda l’uso di cellule staminali e altri elementi derivati dal tessuto adiposo microframmentato nei casi di artrosiuna patologia cronica e degenerativa che colpisce le articolazioni di un cane su cinque compromettendone il benessere. «Nel caso di patologie intra-articolari come l’artrosi, che causano dolori cronici e ridurre drasticamente la mobilità e la vitalità degli animali, questa tecnica rappresenta una vera rivoluzione – aggiunge Zeira – attraverso una mini-liposuzione eseguita sul fianco del cane preleviamo tessuto adiposo che viene poi processato meccanicamente per ottenere un composto ricco di cellule staminali e altri fattori. Questa viene successivamente iniettata direttamente nell’articolazione malata».
