In Italia vivono oltre 65 milioni di animali domestici e, accanto a cani e gatti, cresce la presenza di specie esotiche e non convenzionali. Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2025, nelle case degli italiani ci sono oltre 30 milioni di pesci, circa 13 milioni di uccelli e più di 3 milioni di piccoli mammiferi, rettili e altri animali da compagnia. Un universo sempre più articolato che porta con sé una difficoltà spesso sottovalutata: trovare il veterinario realmente specializzato per un determinato problema.
Da questa esigenza nasce VetBookstartup fondata a Gorizia da Enrica Ceveniniistruttrice cinofila e imprenditrice, costituita come Società Benefit e Startup Innovativa e recentemente ammessa a Smart&Start Italia di Invitalia.
Giroiattaforma consente ai veterinari di valorizzare online competenze e specializzazioni mentre ai proprietari offre la possibilità di cercare professionisti in base a specie trattate, patologie e modalità di visita disponibiliintegrando prenotazioni online, cartella clinica digitale e teleconsulti. Accanto alla piattaforma principale nasce anche Educazione VetBookarea dedicata alla divulgazione veterinaria attraverso corsi online on demand.
All’origine del progetto, però, non c’è un business plan ma una profonda storia personale: quella di Gretala cagnolina di Cevenini colpita da osteosarcomatumore raro e aggressivo che costrinse la fondatrice a mesi di telefonate, passaparola e viaggi per trovare specialisti adeguati.
Greta è stata il punto di partenza di tutto. C’è stato un momento preciso, durante la sua malattia, in cui ha capito che quella fatica personale doveva trasformarsi in qualcosa di utile anche per gli altri?
«Sì, c’è stato un momento preciso. Greta stava affrontando una patologia molto grave, che non lasciava tempo. E io mi sono trovata sola – sola nella paura, sola nell’impossibilità di scegliere. Le risposte che ricevevo erano superficiali, non all’altezza di quello che stavamo vivendo. Per me Greta non era un semplice animale, era un membro della famiglia. E nessuno sembrava davvero capirlo. Non riuscivo a trovare il professionista davvero esperto per il nostro caso. E sono consapevole di partire da una posizione privilegiata: lavoro con gli animali da molti anni, conosco il settore dall’interno. Eppure non bastava. Lì qualcosa si è chiarito. Affrontare una malattia grave è già enormemente impegnativo. Sentirsi abbandonati anche nella parte pratica, quella della ricerca e dell’orientamento, è un peso che non dovrebbe esistere. Io non volevo che nessuno si sentisse più così. Solo, disorientato e senza una mano. Quello è stato il punto di partenza di VetBook».
