Gli oggetti esposti
Negli storici bagni pubblici sotto la Piscina sono state esposte le opere di dodici aziende, che, riscoprendo i propri archivi e valorizzando la sapienza dei propri maestri artigiani, hanno creato ad hoc opere in bilico tra poesia, architettura, arte e design.
E così, seguendo l’ordine dell’esposizione in mostra, abbiamo visto dei vasi in alabastro, con tre diverse lavorazioni, realizzate dagli artigiani di Artieri 1895. Poco più avanti, in una doppia stanza immersa in un mare di luce, c’erano le due sirene della Ceramica Artistica Solimeneun omaggio a una serie storica di Vincenzo Solimene, il fondatore dell’azienda. Inoltrandosi nei corridoi si scoprivano le due docce rivestite dai tessuti Rubelli e quella grande scatola rivestita dalle mattonelle in Variegato Dieci Colori, una delle produzioni più riconoscibili di Fornace Brioni. Dietro le tende apparivano poi i grandi blocchi in marmo di Henrauxda cui emergevano delle forme per ben mettere in mostra i processi di lavorazione. Di fronte, la grande colonna luminosa Veniniper poi passare, sempre in àmbito vetro, a Glas Italia che ha proposto una nuova versione di Andromedalo specchio disegnato da Nanda Vigo di cui ha portato anche l’originale. Dirimpetto, le superfici metalliche di De Castelli che hanno ridefinito lo spazio cambiandone la percezione. Il passo dopo portava alle due indimenticabili chaise longue di F.lli Levaggipoi al prezioso tappeto di Aminialla catasta con i pezzi in midollino di Bonacina, per finire con i tavolini in ferro battuto di Bottega Vazzoler che lavora sui metalli trasformandoli in fiori.




