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    Il Padiglione Indonesiano alla Biennale di Venezia 2026: tra arte, memoria e scambio culturale

    redazioneBy redazioneMay 14, 2026
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    Il cuore concettuale del padiglione è un manoscritto immaginario del XV secolo chiamato Mentjap jang Tiada Bertjap: Plajeran Agoeng (“Stampare l’non stampato: il grande viaggio”). Il testo racconta un viaggio fantastico dal Lago Toba, in Indonesia, fino a Venezia, narrato da un archivista immaginario di un antico regno. Attraverso questa falsa cronaca storica, il progetto invita il pubblico a riflettere su come si costruiscono le storie ufficiali del mondo, sulle origini della conoscenza globale e sui rapporti tra Oriente e Occidente.

    Il Padiglione Indonesiano alla Biennale di Venezia 2026 tra arte memoria e scambio culturale

    La mostra principale ricostruisce questo viaggio tramite 21 incisioni, tre per ciascuno dei sette artisti partecipanti. Ogni artista interpreta una parte diversa della narrazione: alcuni rappresentano paesaggi e rotte marittime, altre scene di vita a bordo, altri ancora ritratti dei personaggi coinvolti nel viaggio. Il risultato è una narrazione collettiva e frammentata, in cui convivono stili e tecniche differenti.

    Nelle altre stanze del padiglione, ogni artista presenta opere individuali che ampliano il concetto del manoscritto attraverso percorsi materiali e concettuali personali:

    • Agus Suwage usa metafore vieni Coccodrilli di terra e di mare per esplorare le ambizioni che portano al dominio, mentre la sua Serie della diaspora suggerisce che, quando le persone si spostano, si spostano anche oggetti e ricordi.
    • Syahrizal Pahlevi continua il suo Progetto di xilografia mobiledocumentando persone e paesaggi veneziani come forma di interazione sociale.
    • Nurdian Ichsan presenta Bene per Veneziaun contenitore di memoria e un portale tra mondi, insieme a opere in porcellana che esplorano il «fantasma interiore».
    • RE Hartanto traduce gli incontri immaginari del manoscritto nel presente attraverso ritratti realistici che collegano la storia fittizia all’identità indonesiana contemporanea.
    • Theresia Agustina Sitompul presenta POSTMOIuna rilettura critica dello stile coloniale Mooi Indiache idealizzava i paesaggi indonesiani.
    • Mariam Sofrina esplora paesaggi ricchi di mito e storia con la serie Bukit Tunggulsostenendo che la natura non sia uno sfondo passivo ma un elemento attivo nelle vicende umane.
    • Rusyan Yasin contribuisce con un rotolo autoetnografico che funziona come diario visivo della residenza artistica.
    alla arte Biennale culturale Indonesiano memoria padiglione scambio tra Venezia
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