Close Menu
The Fashion Maison
    What's Hot

    Michele Placido: «Credo di aver avuto anche troppo nella vita, sono stato fortunato. I giovani oggi hanno paura, nel mondo non c’è volontà di pace. Quanti politici sono credibili e stanno in Parlamento?»

    June 15, 2026

    Come ripristinare la lucentezza di uno specchio rotto

    June 15, 2026

    Fenomeno maglie da calcio: grazie all’hype dei Mondiali 2026, sono sempre più di moda. Ecco le più belle, e come indossarle

    June 15, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    The Fashion Maison
    • Home
    • Fashion
    • Lifestyle
    • Beauty
    • Footwear
    • People
    The Fashion Maison
    Home»Lifestyle»Face Rating: cos’è e perché dovremmo preoccuparci
    Lifestyle

    Face Rating: cos’è e perché dovremmo preoccuparci

    redazioneBy redazioneApril 5, 2026
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email Copy Link

    Il rapporto aureo non perdona

    La base pseudoscientifica del face rating si regge sul Rapporto Aureola matematica proporzione teorizzata da Euclide nel 300 dC «La larghezza della bocca dovrebbe essere uguale alla larghezza delle narici moltiplicata per 1,618. Questo è il valore ideale», spiega uno dei valutatori più attivi su Reddit. Ogni tratto del viso viene misurato, confrontato, pesato. Non c’è spazio per l’intuizione estetica o per il fascino irriducibile: la bellezza diventa una formula, il volto umano una serie di variabili da ottimizzare.

    Il «voto» finale, il Face Rating, rischia di produrre effetti ancora più devastanti di quelli delle valutazioni scolastiche contro cui ci si è scagliati per anni: l’attrattività non dipende più dall’insieme che rende una persona affascinante, ma esclusivamente da valori numerici che l’intelligenza artificiale – o un valutatore umano autoproclamato – confrontarsi con la scansione di un selfie.

    Il Ciad, il normaie e il subumano

    Il vocabolario di questo mondo merita attenzione, perché le parole rivelano la struttura del pensiero. Un punteggio tra tre e quattro identifica un «sub five», persone considerate oggettivamente poco attraenti. I «cinque» sono l’uomo medio, i «sei» sono i cosiddetti «high tier normie». Chi ottiene un otto viene divinizzato come «Chad». Sotto il due, la terminologia si fa ancora più violenta: si parla di «subumano». Questi non sono semplici soprannomi da forum: sono categorie esistenziali. Determinano come ci si percepisce, come si pensa di essere percepiti, e, nella logica più estrema di questo sistema, se i propri geni meritano di essere trasmessi.

    Il razzismo travestito da scienza

    I sistemi di valutazione sono strutturati attraverso una lente occidentale e bianca: i termini tecnici utilizzati per descrivere i tratti delle persone non caucasiche sono carichi di un sottotesto di inferiorità, ei valutatori «legittimi» hanno di fatto permesso che il sentimento razzista venisse mascherato da verità pseudoscientifiche.

    Ricercatori dell’Università di Portsmouth hanno analizzato il fenomeno concludendo che la scala PSL e il lookmaxxing «riconfezionano retoriche apertamente tossiche e misogine in discorsi socialmente accettabili di miglioramento personale ed essenzialismo biologico», facilitandone la diffusione negli spazi digitali mainstream.

    Face Rating: tutta insicurezza?

    Psicologhe e psicologi concordano: chi si sottopone a queste valutazioni smette di pensare a sé stesso come persona e inizia a percepirsi come qualcuno che viene costantemente giudicato, come se ottenere un punteggio più alto fosse l’equivalente di prendere un buon voto o vincere una gara sportiva. Il face rating non è un fenomeno di nicchia. È su TikTok, su Reddit, su Discord ed è diffuso tra gli adolescenti italiani. Porta con sé un intero sistema di valori – la bellezza come destino biologico, la gerarchia come fatto naturale, il razzismo come scienza – travestito da automiglioramento. Gli algoritmi delle piattaforme sociali, i meccanismi di contenuto virale ei trending «amplificano questa diffusione, esponendo milioni di persone a ideologie nocive», avverte chi studia il fenomeno. In fondo, la domanda «quanto sono bello?» è antica quanto l’umanità. Ma trasformarla in un sistema numerato, gerarchico, pseudoscientifico e commerciale, è qualcosa di nuovo. E di cui val la pena avere paura.

    cose dovremmo Face Perché preoccuparci Rating
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email Copy Link
    redazione
    • Website

    Related Posts

    Film e letture per l’estate, i consigli segno per segno

    June 15, 2026

    Acque profumate, ecco perché preferirle ai profumi più “pesanti”

    June 15, 2026

    Anche Antoni Gaudí si sarebbe innamorato della Barcellona del Primavera Sound

    June 14, 2026
    Top Posts

    Tommaso Melani, RIP – Un’altra giornata triste per l’industria

    May 7, 2026

    Kim Cattrall si è sposata (e c’è moltissima Carrie Bradshaw nel suo abito)

    December 5, 2025

    Giorgina Siviero, la signora della moda di Torino: «Ai miei tempi si parlava di bellezza. Poi la moda è diventata schizofrenica, è stata dopata e usata in modo improprio. Oggi siamo all’inizio di una rivoluzione… che chissà dove ci porterà»

    January 3, 2026
    Stay In Touch
    • Facebook
    • YouTube
    • TikTok
    • WhatsApp
    • Twitter
    • Instagram
    The Fashion Maison
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • Privacy Policy
    • Termini e Condizioni
    • Disclaimer
    • Chi Siamo
    • Contattaci
    © 2026 Copyright - The Fashion maison.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.