Dal 1995, anno in cui è entrata alla guida del Met Gala, Anna Wintour ha contribuito a trasformarlo nel red carpet più osservato, commentatore e tema della moda. Intanto, mentre l’evento cambiava temi, ospiti e livello di spettacolo, il suo guardaroba diventava sempre più riconoscibile: abiti lunghi, cappotti ricamati, occhiali scuri quando servono (cioè praticamente sempre), qualche piuma, molta compostezza. E una capacità molto rara: stare al centro senza sembrare mai in cerca del centro. Guardando i suoi look uno dopo l’altro, però, c’è un dettaglio che torna più spesso degli altri. Anzi, più di un dettaglio: quasi una piccola ossessione molto ben vestita.
Il dettaglio, naturalmente, è Chanel. Negli ultimi venti Met Gala effettivi, dal 2005 al 2025, Wintour ha scelto la maison francese sedici volte. Chiamiamola dedizione, chiamiamola coerenza, chiamiamola semplicemente sapere benissimo cosa funziona. E poi ci sono i fiori, che tornano quasi con la stessa puntualità: ricamati, applicati, colorati, sulle spalle, sugli abiti, persino nelle rare serate in cui Chanel resta a casa. Direte voi: floreale? Per il Met? Beh, se sei Anna Wintour sì.
Aspettando la serata della moda più attesa dell’anno, abbiamo quindi riavvolto il nastro dei suoi Met Gala: dagli anni Ottanta all’ultimo red carpet, tra Chanel (principalmente), Dior, Prada, Loewefiori, piume, guanti da opera e qualche rara deviazione dal copione. Perché i temi cambiano, gli ospiti puri, ma una cosa resta piuttosto certa: Anna Wintour sa sempre esattamente come dominare il Met.
