Roma si è fermata per salutare Valentino Garavani. A due passi da Trinità dei Monti, in piazza Mignanelli, nella sede storica della maison, è stata aperta la camera ardente del maestro dell’eleganza, scomparso all’età di 93 anni. Da qui, colomba l’Imperatorecosì com’era stato soprannominato, ha conquistato il mondo della moda con il suo stile. All’arrivo del feretro la bandiera tricolore è stata issata a mezz’asta, segno di un lutto che supera i confini della moda e diventa simbolo del patrimonio del Paese. Poco distante da piazza Mignanelli, la boutique di piazza di Spagna ha vestito di nero le sue vetrine, attraversate solo da una scritta bianca, essenziale: «Amo la bellezza, non è colpa mia».
Davanti al portone di palazzo Valentino, ad attendere il feretro, Giancarlo Giammettisocio e compagno di una vita dello stilista. Insieme a lui i «figliocci» dello stilista, i fratelli Sean e Anthony Sax. Presente, insieme ai due cani carlini, l’ex compagno di Valentino, Bruce Hoeksema. Insieme sono saliti al primo piano, nella sala principale del Palazzo, dov’è stata allestita la camera ardente. Il colore che spicca rigorosamente è il bianco, la luce è morbida, la musica di sottofondo è classica: Bach, Mozart, Schubert. La foto dello stilista lo ritrae sorridente, in bianco e nero. Davanti al feretro, un’unica rosa rossa, richiama quel colore che più di ogni altro porta il suo nome nel mondo.
«Qui è iniziato tutto»ha detto commosso Giammetti ai giornalisti. «Il suo voler imbellire la donna, voleva eliminare anche i possibili difetti di una donna. Per noi questo palazzo ha rappresentato la vita, abbiamo iniziato in questo palazzo, è come un nido dove siamo cresciuti, dove abbiamo spiccato il volo ma tornavamo sempre».

