Il cielo sopra Firenze è grigio, ma spinti dall’incidere dei cosiddetti Pitti Peacock, i pavoni di Pitti, dai guarda studiatissimi e spinti (in alcuni casi) al massimo per attirare i flash dei fotografi, anche questa volta varchiamo la soglia della granitica Fortezza da Basso.
La secolare fortificazione accoglienza al suo interno, come sempre, Pitti Uomo, quest’anno in agenda dal 13 al 16 gennaio: la fiera, giunta all’edizione 109, è un appuntamento importante per i professionisti del settore moda ei dipendente dalla moda, rappresentando uno sguardo a quello che attende i guardaroba maschili e una bussola sulla direzione che prenderà lo stile.
Tanto che nel piazzale centrale, ad accoglierci, si presentano 18 monoliti giganti realizzati con sistemi di ponteggio rivestiti in tela di cementoopera dell’architetto francese Marc Leschelier, sorta di dispositivo di orientamento che concretizza il tema di questa edizione, Movimento, ovvero la volontà di non fermarsi ma di mutare passo per restare in equilibrio in un momento storico e geopolitico anche molto instabile.
Ci apprestiamo così a girovagare le cinque aree: Classico Fantastico, Futuro Maschile, Attitudine Dinamica, Superstyling e Esco, a cui si aggiunge una novità, Ciao bellezza, spazio dedicato alla profumeria di ricerca, un segnale chiaro di quanto l’uomo si allarghi dalla moda all’orizzonte cosmetico, ritagliandosi sempre più tempo per la cura di sé. Settecentocinquanta i marchi presenti, tra i Made in Italy e quelli stranieri: ecco, allora, cosa abbiamo adocchiato di particolarmente rilevante nelle collezioni Autunno/Inverno 2026-27.
Le tendenze maschili avvistate a Pitti Uomo per l’Autunno-inverno 2026/27:

