Di casi ce ne sono non pochi: il Diario di Anna Frank fu rifiutato da 15 editori prima di venir pubblicato, Harry Potter e la pietra filosofale di JK Rowling venne respinto da 12 case editrici prima che Bloomsbury lo accettasse e puro Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa è stato bocciato sia da Einaudi sia da Mondadori, che considerarono l’opera «prolissa e squilibrata».
Poi è vero che a tutti loro è andata (più che) bene, ma ipotizziamo: se a quei tempi ci fosse stata la possibilità dell’autopubblicazione non è che forse, anziché aspettare che i grandi editori si degnassero di considerare la loro opera, avrebbero colto l’occasione di pubblicare il libro da soli?
Oggi sono migliaia gli autori che, in Italia, si affidano al cosiddetto autopubblicazione ei vantaggi possono non essere pochi. «Stiamo assistendo a una trasformazione profonda del panorama editoriale, e l’autopubblicazione non è più solo un’alternativa, ma un vero e proprio ecosistema maturo e in crescita, che consente a ogni penna, dalla più esperta alla più emergente, di trovare espressione e valorizzazione del proprio talento creativo», racconta Andrea Pasino, Responsabile di Kindle Direct Publishing per Italia, Francia e Spagna, «Nell’autopubblicazione su Kindle Direct Publishing, per esempio, gli scrittori trovano vantaggi concreti: un processo di pubblicazione gratuito e veloce, un ampio bacino di lettori, royalties del 70% per i libri digitali e fino al 60% per quelli cartacei, e soprattutto il pieno controllo del processo creativo ed editoriale».
Abbiamo così voluto incontrare Gea Petrinivincitrice, con il suo Il trono del lupodi «Amazon Kindle Storyteller 2025», il premio per i libri autopubblicati.
L’intervista a Gea Petrini
Come è iniziato tutto? Ha provato prima la strada dell’editoria tradizionale o il self publishing è stata una scelta consapevole fin dall’inizio?
«Come tutte le storie, anche la mia parte da un conflitto. Stavo vivendo un periodo personale molto difficile e ho deciso di fare un viaggio da sola in Scandinavia: un mese tra Norvegia e Finlandia, immersa in suggestioni fortissime. Ed è lì che ho scritto il mio primo libro di una trilogia dark fantasy. Quando mi sono ritrovata con il manoscritto finito mi sono chiesta: e adesso? Mi sono confrontata con una persona esperta del mondo editoriale che mi ha detto una frase che non ho mai dimenticato: “Per un’esordiente pura, con un fantasy di questo tipo, l’editoria tradizionale avrebbe difficoltà a collocarti. Prova il self publishing e trova il tuo pubblico”. E così ho fatto. Era il giugno del 2021. Da allora ho pubblicato diversi libri e posso dire che quella di allora è stata una scelta che mi ha cambiato la vita».
