«In guerra spesso le persone abbandonano i propri animali perché si vergognano o sono imbarazzate nel chiedere aiuto. Inoltre, trasferire gli animali domestici non è economico, quindi le persone li lasciano qui perché non possono permettersi di trasportarli in aereo». Claire Hopkinsuna veterana tra i volontari che si lavoro di randagi a Dubai e negli Emirati Arabisintetizza così, al telefono, quello che sta succedendo in questi giorni nella capitale emiratina trasformata in un teatro di guerra dopo l’attacco all’Iran da parte di USA e Israele.
Quella che la volontaria descrive, tra un salvataggio e l’altro, non è una situazione fuori controllo ma certamente un’emergenza improvvisa e inattesa per molti. «Dubai è praticamente piena di stranieri. È vero, abbiamo avuto notizia di richieste di eutanasia ma i veterinari sono pronti a indirizzare le richieste di intervento direttamente verso i volontari che se ne stanno facendo carico».
A Dubai tanti abbandonando ma anche richieste di adozioni
«Certo, alcuni li abbandonano semplicemente perché sono persone orribili» specifica a Vanity Fair, sottolineando anche che parliamo di Paesi dove non ci sono organizzazioni o rifugi finanziati dal governo che non provvede in alcun modo al sostentamento degli animali domestici. «Sicuramente sono giorni ormai che troviamo o ci vengono segnalati molti più animali del solito da andare a recuperare, ma c’è anche un aumento delle richieste di adozione di cani e gatti. Gli animali salvati vengono adottati ed alcuni riusciamo a darli in affidamento. Proprio ieri sera ho dato in affidamento un cane ad una persona che lo aveva chiesto».
Ma chi è disponibile, in questa situazione, ad adottare un cane? «In realtà è stato sorprendente anche per noi – spiega. – Ma fortunatamente molte persone non stanno andando nel panico. Per tanti questo Paese è la loro casa, ed è qui che vogliono rimanere e quindi si stanno facendo avanti per dare ospitalità e adottare. Insomma, avremmo bisogno di molto di più, ma ci sono stati alcuni buoni risultati».
