Sempre più in voga, poi, sono le composizione con più cornici dove, tra le altre coseè fondamentale tenere conto dell’output visivo: «Abbiamo lunghezza tale da poter creare una Galleria a parete? Oppure meglio optare sull’altezza per sviluppare una composizione verticale? Qualsiasi strada si percorra, è importante mantenere il dialogo e la continuità, facendo i conti con un ordine di misurazioni».
Davanti alle cornici tutte ugualilo sguardo legge un blocco unico e la composizione appare più ordinata e grande. Mentre con cornici tutte diverselo sguardo frammentato e la parete sembra più dinamica, ma anche più piccola.
La luce
Proprio come in un museo, la luce è uno dei fattori più decisivi nella scelta di quadri e fotografie, perché determina come i colori si leggono, quanto l’opera emerge e che atmosfera si crea. La stessa immagine, infatti, può funzionare benissimo o risultare spesa a seconda dell’illuminazione.
«Un interno ben progettato sceglie prima la luce, poi l’opera (o le fa dialogare insieme), poi sicuramente se parleremo di opere importanti ci sarà bisogno di una luce dedicata. Per spazi molto luminoso (ampie finestre, che danno a sud) sarebbe meglio scegliere immagini con buon contrasto, neri profondi, cornici opache o vetro antiriflesso. In spazi poco luminosi è opportuno preferire soggetti luminosi, fondi chiari, passe-partout chiaro, eventualmente illuminazione dedicata».
Arredare una parete con le foto secondo le tendenze del 2026
Nonostante le tendenze dell’interior design vedano sempre meno presenti le composizioni di cornici, chi vuole invece usare che la fotografia deve ricordarsi che, questa, va curata come elemento architettonico. «Negli ultimi anni, la direzione molto chiara: un minore utilizzo di quadretti casuali, preferendo composizioni intenzionali, materiche e con respiro. La fotografia segue il Umore di ognuno: che sia editoriale, ritrattistico, architettonico o paesaggistico, ma con un comune denominatore: la narrazione».
