«Ti conviene vincere». È stata questa l’ultima frase che Tatiana Schlossberg ha rivolto al suo amato fratello, Jack, prima di morire a soli 35 anni il 30 dicembre del 2025 di leucemia mieloide acutaun tumore molto aggressivo che colpisce il midollo osseo. A raccontarlo è stato lo stesso Jack in un’intervista al programma Notizie CBS domenica mattinaandata in onda lo scorso primo marzo, spiegando che quelle parole si riferivano alla sua candidatura per rappresentare il 12° distretto congressuale di New York alla Camera dei Rappresentanti. «Ora posso dire che lei fa ancora il tifo per noi», ha aggiunto. «Nessuno mi conosceva meglio di Tatiana, e io non conoscevo nessuno meglio di mia sorella».
Nipote del presidente John Fitzgerald Kennedy e di Jacqueline Kennedy Onassis, Jack ha sottolineato come, al di là del peso storico del cognome, per lui la famiglia Kennedy rappresenti prima di tutto un nucleo ristretto: «Quando si parla di famiglia, si parla di me, delle mie sorelle, dei miei genitori. Siamo una piccola unità e siamo molto uniti».
Ricordando l’infanzia condivisa con Tatiana e con l’altra sorella, Rose, Jack (33 anni) ha scherzato sul fatto di essere cresciuto circondato da donne esigenti. Poi, con una nota più seria, ha riconosciuto che proprio le sorelle gli hanno insegnato cosa significava essere forti. Due settimane dopo la morte di Tatiana, Jack ha ripreso la campagna elettorale. In un comitato a sostegno della Associazione degli infermieri dello Stato di New York ha ribadito un concetto caro a Tatiana: «Se me lo chiedete, gli infermieri dovrebbero governare il mondo. Niente è più importante del sostegno ai nostri infermieri».
L’endorsement di Caroline Kennedy per il figlio Jack candidato alla Camera dei Rappresentanti
Vicino a Jack durante l’intervista televisiva c’erano sua madre, Caroline Kennedy, e suo padre, il designer Edwin Schlossberg. «È disposto ad assumersi le conseguenze di ciò che pensa la gente», ha spiegato Caroline parlando del figlio. La madre ha anche difeso la scelta di Jack di condurre una campagna atipica, senza una struttura organizzativa tradizionale né un manager alla guida: «Mi fido molto del suo giudizio», ha detto, ammettendo con una punta di ironia che Jack è «l’outsider» di questa corsa. Caroline ha poi sottolineato la formazione del figlio, laurea a Yale, quindi la Harvard Law School e la Harvard Business School, ma soprattutto i «valori» e la capacità di «pensare con la propria testa». Il padre ha aggiunto una qualità meno solenne ma altrettanto politica: il senso dell’umorismo.
Jack ha sempre affiancato la madre Caroline nelle attività legate all’eredità della famiglia Kennedy. Caroline è Presidente Onoraria della Fondazione della Biblioteca John F. Kennedye Jack è membro del consiglio di amministrazione e del comitato del Profilo nel Premio Coraggio. Nel 2017, madre e figlio hanno consegnato il prestigioso premio all’ex presidente Barack Obamasottolineando il loro impegno nella promozione dei valori di servizio pubblico e coraggio civile, cari a JFK. Jack ha spiegato: «Di fronte a un’opposizione politica implacabile, il presidente Obama ha incarnato la definizione di coraggio che mio nonno cita nelle prime righe di Profili nel coraggio: grazia sotto pressione».

