È sempre stata così serena, o è stata una conquista, la serenità?
«Ci sono momenti in cui capita di esserlo meno: capita qualcosa a tua madre, ti rubano la borsa, che so… cose così. Ma io sono una persona tranquilla, non ho problemi».
Se se dovesse chiudere gli occhi e ripensare al momento della sua vita – ma le chiedo un attimo, un istante – in assoluto più felice di tutti, quale le viene in mente per primo?
«Ce ne sono così tanti, e così personali. Una casa sviluppata, una persona per bene accanto, degli amici che si dimostrano sinceri. Ho molti pensieri positivi, le cose belle che mi sono accadute. Poi ovviamente nella vita ci sono anche i momenti no, ma io quelli li cancello con la gomma. Ho questa facoltà. Sinceramente, non mi sembra di avere avuto una vita triste. Tutt’altro: movimentata, attiva, piena di cose. Il “ricordare ieri” non fa per me».
Ricorda l’ultima volta, la più recente, che si è sentita scoppiare il cuore di felicità?
«Quando mi sono sposata con Francesco. Ma un momento di grande felicità può anche essere un concerto bellissimo. Di quelli ne vivo molti».
Ha un desiderio per il suo futuro? Non un sogno, un desiderio realizzabile.
«Sto lavorando al mio nuovo album. Voglio che sia bellissimo».
Lei continua a essere artisticamente molto prolifica: ogni anno sforna 3 o 4 singoli, e poi gli album… Ha appena inciso un nuovo brano, Un po’ di meche inizia così: «La vita spesso non perdona, se cadi o perdi, ti abbandona». La vita l’ha mai abbandonata, per un momento?
«Capita a tutti, certo. Sono stata poco bene, è morta la mia mamma, è morto il mio papà. A quei momenti negativi si risponde con quelli positivi, momenti in cui si crea, si avanza, si sta al passo coi tempi. Ma questi momenti ce li hanno tutti gli esseri umani, non solo io».
Ha sfiorato l’argomento: alcuni anni fa ha combattuto un carcinoma. Oggi sta bene. Paradossalmente le ha lasciato qualcosa di buono quel periodo?
«Sì, il pensiero che c’erano tante persone che mi stavano accanto, che mi volevano bene, che cercavano di mettermi al sicuro e che facevano di tutto per sollevare il mio morale».
