In un recente studio condotto da MusicMatch, è emerso un dato che ci fa riflettere: analizzando il mood delle canzoni recenti più ascoltate, si scopre che, dal 2016 in poi, i brani che parlano di angosciantedi disperazione e di tristezza sono cresciuti sensibilmente, sorpassando le canzoni dedicate alle emozioni più leggere, gioiose, agli amori buoni. Perché?
Sicuramente il canto, in quanto espressione artistica, interpreta l’energia del momento, traducendo in nota ciò che possiamo solo percepire nell’aria, nelle vibrazioni sottili del presente; ma, al di là delle ovvie spiegazioni (Covid, guerracambiamento climatico, ecc.) esiste una spiegazione più nascosta per questo fenomeno?
Astrologicamente parlando sì. Dobbiamo riferirci a una antica «Teoria degli anni planetari» secondo la quale ogni pianeta influenzerebbe, con la sua energia cosmica, un periodo di circa 35 anni.
Un esempio: Martepianeta della guerra, ha regnato dal 1910 al 1945, ovvero nel periodo delle due Guerre Mondiali.
Poi abbiamo avuto il tempo della Luna (1945-1980), e quello del Suola (1981-2015), fasi di ricostruzione e di edonismo, anni in cui le energie costruttive e luminose portate hanno un diffuso benessere e tanta prosperità. Negli anni 80 la musica pop ha visto l’ascesa di artisti che hanno definito l’immaginario collettivo con le loro melodie orecchiabili ei loro look iconici, con tematiche gioiose che celebravano un’energia speciale, che invitava alla danza, alla spensieratezza. E poi?
Dal 2016 siamo entrati nel tempo di Saturnoqualcosa che, conoscendo le caratteristiche del pianeta, è facilmente osservabile. Saturno descrive infatti le divisioni, la pesantezza del vivere, il lato meno gioioso delle cose. Al di là degli avvenimenti politici e sociali (tensioni e problematiche che allontanano, che rendono difficiline dialogare, costruire insieme) la musica ci offre un quadro a livello interiore e personale, un tempo in cui a contare sono proprio i sentimenti meno facili, meno luminosi
Saturno pesacome un macigno, persino sulle note.
