La regina Rania di Giordania ha l’orgoglio nazionale «cucito addosso». Più che una metafora, è una realtà concreta se diamo uno sguardo al suo raffinato abito scelto per celebrare gli 80 anni dell’indipendenza giordana dall’Impero britannico, avvenuta appunto il 25 maggio del 1946.
Per questo anniversario così importante, che otto decadi fa vide la nascita del regno Hashemita, i membri della famiglia reale si sono infatti riuniti per le festose celebrazioni, senza ovviamente peccare in quanto a stile. Una su tutte la sovrana, che non si è limitata a scegliere un abito bello e scenografico, ma, come ormai è consuetudine per molti reali, lei compresa, ha optato per un capo intessuto di simboli e rimandi significativi alla ricorrenza.
Quello che a prima vista può sembrare un classico abito lungoinfatti, in realtà è il tradizionale abito arabo, testimonianza del primo riferimento alle proprie radici culturali. Declinato in un raffinatissimo azzurro polvere, il capo si caratterizza per lunghe maniche ampie, ma soprattutto per una fitta rete di ricami, il vero cuore simbolico del suo look. A ben guardare la trama, infatti, è facile scorgere la famosa stella a sette punte, simbolo che ritroviamo anche sulla bandiera del Paese, e che si riferisce ai sette versetti della prima sura del Corano, Al-Fatiha, oltre che essere espressione dell’unità del popolo arabo. Un motivo, quindi, non scelto certo a caso.
