Il look evidenziava le spalle forgiate da anni di sport a livello agonistico ea «vestire» la scollatura c’era una collana firmata Tabbahuna maison libanese molto amata dalla reale, chiamata in maniera evocativa «cascata infinita». Da quella sera il capolavoro di gioielleria, realizzato in oro rosa e impreziosito da 1.237 diamanti e sei perle bianche, non è mai più stato sfoggiato in pubblico. Un gioiello così importante, forse nell’intento della principessa, è destinato solo agli eventi unici e irripetibili.
Una principessa contemporanea in Giorgio Armani
Di solito il nome dello stilista chiama a disegnare un abito da sposa di tale importanza viene tenuto segretissimo tanto quanto i dettagli dell’abito stesso. Giorgio Armani invece di queste liturgie se ne infischiò e nel gennaio del 2011, a Milano a margine della sfilata della collezione maschile, dichiarò candidamente: «Sì, sarò io a vestire Charlène Lynette Wittstock per le sue nozze». L’annuncio non fu uno spoiler incredibile dato che, già da alcuni anni, l’allora compagna del principe Alberto era presente in prima fila alle sfilate di Re Giorgio e aveva già provato l’emozione di indossare le sue creazioni negli appuntamenti di alto profilo del Principato.

