C’è un luogo comune che fatica a lasciare spazio a nuove letture: più tempo trascorriamo davanti agli schermi, meno ne dedichiamo alla cultura. La narrazione secondo cui smartphone e rete sociale Sarebbero nemici della cultura è affascinante ma sempre più fragile poiché le piattaforme digitali, di fatto, non stanno sostituendo l’esperienza culturale ma la stanno «trasformando».
Un esempio concreto arriva dalla recente collaborazione tra l’AR Studio di Snapchat e il Museo del Louvre di Parigi: il progetto propone un’esperienza interattiva e gratuita, dal titolo Le incredibili incognite del Louvreche porta sei capolavori del museo in realtà aumentata offrendo al pubblico un modo nuovo di scoprirli e comprenderli esplorando dettagli, contesti storici e particolari invisibili a occhio nudo, direttamente inquadrando un codice QR con la fotocamera del proprio smartphone.
Non si tratta quindi di una copia dell’esperienza museale ma di una vera e propria estensione: «Attraverso iniziative come questa con il Louvre, miriamo a raggiungere un pubblico culturalmente curiososia i visitatori abituali dei musei che coloro che scoprono queste collezioni in modalità nuove, offrendo livelli immersivi e interattivi che favoriscono un coinvolgimento più profondo con le opere d’arte.arte e il patrimonio culturale. All’AR Studio di Parigi di Snapchat, la nostra missione è quella di ampliare il ruolo della realtà aumentata nei settori della cultura, dell’intrattenimento e dell’istruzionedimostrandone l’impatto significativo nel mondo reale» spiega Antonio GilbertoManager dell’AR Studio di Parigi di Snap, e continua «Il nostro obiettivo non è solo quello di mostrare il potenziale tecnologico della realtà aumentata ma anche di illustrare come possa la fotocamera migliorare la comprensione, l’interpretazione e il coinvolgimento emotivo. Attraverso partnership non commerciali contribuiamo a finanziare e sviluppare applicazioni AR all’avanguardia che favoriscono la mediazione culturale e storica, mettendo l’innovazione al servizio dei contenuti e delle istituzioni».
Sul tema è Gautier VerbekeDirettore dell’Audience Development e del Public Engagement del Museo del Louvre, ad aggiungere: «La realtà aumentata ci offre l’opportunità di valorizzare opere talvolta meno conosciute dai visitatorifacilitandone la comprensione attraverso formati in linea con gli usi digitali contemporanei. Mettendo in relazione capolavori millenari con le tecnologie più innovative, il museo afferma un approccio audace, responsabile e immediato alla trasmissione culturale».
