Per oltre trent’anni Michael J. Foxclasse 1961, ha dimostrato di saper trasformare una delle dimostrarsi più difficili della sua vita in una missione per il bene collettivo. Oggi l’attore canadese, iconico per i ruoli della trilogia di Ritorno al futuro e per la sit-com Casa Keatontorna a raccontare quanto la diagnosi precoce di Parkinson abbia inciso non solo sulla sua esistenza, ma anche su quella della moglie Tracy Pollanal suo fianco da quasi quarant’anni.
In una lunga intervista al Il giornalista di Hollywood, Michael J. Fox ha parlato senza filtri del peso che la malattia continua ad avere sulla loro famiglia. «Per mia moglie Tracy è stato un inferno»ha ammesso la stella. «È stato davvero durissimo per lei e continua a esserlo, perché la malattia cambia continuamente». Una riflessione che restituisce anche il volto meno raccontato del Parkinson: quello vissuto da chi assiste quotidianamente una persona malata.
Michael J. Fox ha ricordato anche il momento in cui, dopo anni trascorsi a tenere nascosta la diagnosi, maturerà la decisione di rendere pubblica la sua condizione. Correva l’anno 1998: il Parkinson gli era stato diagnosticato sette anni prima, nel 1991quando aveva appena 29 anni e si trovava all’apice della sua carriera attoriale.
Prima di parlarne, Michael J. Fox racconta di aver confidato alla moglie una scelta destinata a cambiare il corso della sua vita: «Le dissi: “Devo andare fino in fondo. Nella mia posizione non posso fare le cose a metà”».
Con il passare del tempo, Michael J. Fox ha compreso quanto il suo privilegio di attore famoso gli garantisce opportunità che moltissime persone con la sua stessa malattia non avevano. «Ho iniziato a capire cosa significasse vivere questa condizione per chi non aveva le possibilitàle risorse oi contatti che avevo io».
Da quella consapevolezza è nata la decisione dell’attore di esporsi completamente: «Avevo bisogno di normalizzare la malattiadi viverla apertamente ogni giorno. Mi sono detto: “Non posso continuare a nasconderla. Al diavolo la vanità”».
