Tra Mediaset e Fabrizio Corona è scontro frontale (e totale). Solo ieri era arrivata la notizia che l’ex re dei paparazzi intendeva denunciare l’azienda per estorsione. Motivo: Mediaset avrebbe inviato lettere a diverse discoteche per stimolarle ad coinvolgerlo. «Hanno provato a bloccarlo sui socialora cercano di farlo nei locali pubblici. E domani cosa faranno, gli impediranno di parlare a casa sua? (…) Non siamo in Corea», aveva tuonato su Instagram l’avvocato Ivano Chiesastorico difensore dell’ex fotografo dei vip. Ora il livello di offensiva di Mediaset si è alzato. L’azienda, con un comunicato, ha annunciato di aver fatto causa all’ex re dei paparazzi per 160 milioni di euro. Un risarcimento per i «danni reputazionali e patrimoniali» che i vertici di Mediaset, e alcuni dei suoi volti più noti, avrebbero subito dalle affermazioni di Corona nel format online Falsissimo. Tra i soggetti che si dichiarano danneggiati figurano Marina e Pier Silvio Berlusconi, oltre a Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti e Samira Lui.
Tutto è iniziato, come noto, con le pesanti Accusano lanciate da Fabrizio Corona contro Alfonso Signorini. Secondo la ricostruzione dell’ex re dei paparazzi, il conduttore avrebbe intrattenuto nel corso degli anni scambi di messaggi, foto e, in alcuni casi, rapporti sessuali con giovani uomini poi diventati concorrenti del Grande fratello. Tra loro Antonio Medugnoche ha poi denunciato il giornalista per violenza sessuale ed estorsione. Quando Corona aveva parlato del presunto «sistema Signorini», Mediaset aveva preferito non intervenire, limitandosi ad accettare la decisione del conduttore: sospendere tutti i suoi impegni con l’azienda «per tutelare sé stesso e le persone interessate nella vicenda mediatica in cui è rimasto il suo malgrado coinvolto».
Ma quando l’ex re dei paparazzi ha fatto insinuazioni sul gruppo e sui suoi personaggi più rappresentativicompresi i vertici Pier Silvio e Marina BerlusconiMediaset è passato all’attacco. Prima l’invito a un annuncio Google oscurare Falsissimo su Youtube e Meta a chiudere i profili social di Corona per non concorrere con lui nelle ipotetiche diffamazioni, cosa alla quale si è adeguato anche TikTok (il legale di Corona, l’avvocato Ivano Chiesa, l’ha definita «censura»). Ora la causa in cui si chiede un maxirisarcimento da 160 milioni perché quanto ha diffuso Corona con «una violenza verbale inaudita costituisce un insieme di menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e del minimo rispetto per le persone, le loro famiglie e le realtà coinvolte», come si legge in una nota dell’azienda pronta ad agire contro di chi, «a vario titolo, incentiva, amplifica o diffondere consapevolmente tali contenuti».
Il comunicato continua spiegando che «non si tratta di gossip e pettegolezzi» ma di un «meccanismo organizzato e sistematico, nel quale la menzogna diventa uno strumento di lucro. Su questa campagna d’odio Corona monetizza migliaia di euro ogni settimana. Mediaset e MFE agiranno in ogni sede per contrastare questo meccanismo. Che può colpire chiunque, persone note e cittadini comuni. Con una differenza sostanziale: mentre un grande gruppo come il nostro può permettersi strumenti di tutela adeguati, moltissime persone non hanno le risorse economiche necessarie per difendersi». Le somme «eventualmente riconosciute dal giudice a titolo risarcitorio», precisa la nota, «saranno destinate alla creazione di un fondo per la copertura delle spese di assistenza legale alle vittime di stalkingdei reati rientranti nel cosiddetto Codice Rosso e di tutti i fenomeni di cyberbullismo».
