Dieci anni dopo la sua ultima incursione a Shangai, Max Mara è tornata nella metropoli cinese scegliendo uno dei luoghi che meglio raccontano la trasformazione culturale del Paese: il Long Museum West Bund. Qui, affacciata sul lungofiume che negli ultimi anni ha convertito ex aree industriali in distretti dell’arte contemporanea, la maison italiana ha presentato la collezione Resort 2027inaugurando al tempo stesso una mostra espositiva per il suo settantacinquesimo anniversario.
Il ritorno di Max Mara in Cina
Non è la prima volta che il marchio guarda alla Terra della Dragone, aprendosi alle opportunità del mercato cinese. Già nel 2016 avevo infatti i riflettori su Shanghai con Monopoli!progetto che unì moda e arte contemporanea attraverso la collaborazione con l’artista cinese Liu Wei. Tuttavia, se allora l’obiettivo fu dialogare con una nuova generazione di consumatori, oggi il ritorno di MaxMara in Cina assumere più i contorni di una celebrazione: 75 anni di storia raccontati attraverso una città che fa della velocità la sua caratteristica identitaria. Del resto, come scriveva Patricia Marx su IL Newyorkese«New York può essere la città che non dorme mai, ma Shanghai non si siede nemmeno».
Il massimo!la retrospettiva per i 75 anni della maison
La scelta del Long Museum non è stata infatti casuale. Fondato dai collezionisti Liu Yiqian e Wang Wei, il museo è uno dei simboli della nuova scena artistica cinese che ora ospita Il massimo!la retrospettiva curata da Olivier Saillard che ripercorre tre quarti di secolo di storia del brand di Reggio Emilia. Più che una tradizionale esposizione celebrativa, il progetto è stato concepito come un archivio vivente. Abiti, accessori, tessuti, fotografie, documenti e schizzi emergono dalle casse normalmente custodite nei depositi, ricreando l’atmosfera della Biblioteca e Archivio d’Impresa Max Mara di Reggio Emilia.
