Giovanni Pelù apparteneva a una generazione segnata dalla guerra. Più volte, nel corso degli anni, il cantante aveva raccontato il contesto familiare in cui era cresciuto, ricordando come entrambi i genitori avevano attraversato il periodo del conflitto mondiale. Eppure, da quel passato duro e complesso, i due riusciti erano a costruire quella che Pelù aveva definito «la famiglia borghese perfetta»: una casa a Firenze, una al mare, le vacanze, gli amici, una normalità solida e conquistata con fatica.
Pelù aveva spesso definito i suoi genitori «highlander». Giovanni Pelù, medico radiologo, originario di Massa, aveva affrontato negli ultimi anni anche l’Alzheimeruna malattia che il figlio aveva sempre raccontato con grande delicatezza. Tra i ricordi più intimi, Pelù aveva citato il momento in cui il padre, rivedendolo, lo aveva salutato chiamandolo «il diavolo gigante», espressione ironica e affettuosa, perfettamente in sintonia con l’identità del figlio.
Non è stato sempre semplice, del resto, per due genitori cresciuti in un contesto tradizionale accettare un figlio così ribelle. Pelù non lo ha mai nascosto, raccontando di un conflitto generazionalevissuto soprattutto dalla madre, anche dopo l’arrivo del successo.
La morte del papà, per Piero Pelù arriva a distanza di poco tempo da un’altra vicenda dolorosa: la separazione dalla moglie Gianna Frattaannunciata qualche settimana fa dallo stesso rocker proprio per evitare indiscrezioni: «Scrivo queste poche righe perché non sopporto il gossip e le voci di corridoio o di cortile riguardo alla vita di altre persone, quindi figuratevi quando questo accade a me. Per evitare quindi che notizie false o tendenziose possano girare sconsideratamente sul mio conto, vi informo che la storia tra me e Gianna è definitivamente, legalmente e rispettosamente finita».
