Luisa Terruzzi la si trova all’interno del Superstudio di via Forcella a Milano, dove si apre un corridoio di scaffali pieni di fondali scenografici colorati, di stoffe, tende e velluti. Tra una sedia e una poltrona in cuoio, tra una panchina da giardino e uno sgabello, ci sono delle pareti scenografiche appoggiate al muro, e negli angoli vuoti altri fondali, arrotolati, assi di legno e latte di pittura.
In questo scenario colorato e apparentemente caotico, si sviluppa Fondali scenograficil’attività di Luisa Terruzzi che progetta e realizza scenografie per servizi fotografici e film. Qui si noleggiano fondali dipinti a mano, fondali metallici, di lino, di velluto, rasi e pellicce.
Luisa Terruzzio, dopo aver lavorato presso il Teatro Alla Scala sotto la direzione del light-designer del teatro, Gianni Notaried essere diventata l’assistente dello scenografo Luigi Camarilladecide, nel 1996 di aprire la sua attività.
Comincia così la sua collaborazione con fotografi, case di produzione, case di moda e redazioni, italiani e stranieri: Pietro Lindbergh, Giovanni Gastel, Fabrizio FerriAlbert Watson, Armani, Versace, Ferrè, Pignatelli, Condè Nast, sono solo alcuni dei tantissimi nomi.
Per il numero 10 di Vanity Fair, quello dedicato al Festival di Sanremo 2026con le carte dei tarocchi in copertina, molti degli artisti fotografati hanno, sullo sfondo, le sue creazioni scenografiche.


