Fondamentalmente, Mirumi è l’aggiornamento del Labubu, visto che è in grado di interagire tramite il movimento. A differenza di altri ciondoli e portachiavi, infatti, questo pelosetto dolcissimo, è pensato per essere più di un semplice accessorio di moda: il suo scopo è di essere percepito come una sorta di compagno senziente. I motori presenti nel suo corpo facilitano l’inclinazione e la rotazione della testa. Questi movimenti sono attivati dagli input principali come tatto e suono.
Un sensore nella testa rileva quando un utente lo accarezza, mentre due sensori acustici captano voci o rumori nelle vicinanze. Il motore del collo permette al robot di guardare verso l’alto ei suoi movimenti sono attentamente programmati – a volte si gira prima di guardare indietro – per dare l’impressione che stai osservando attivamente l’ambiente circostante. Dunque, un ciondolo vivo, incontro perfetto tra hi-tech e moda.
Ciondolanti su qualunque modello di borsa, da quelle griffate alle low cost, nelle ultime stagioni i Labubu hanno potenziato la frescura di questi accessori. Sembra però stiano andando verso un inesorabile declino. I prezzi, infatti, sono in calo e le scorte in aumento, mentre gli sguardi modaioli si rivolgono a un nuovo gadget. Per i fashion mostriciattoli si avvicina la fine dell’hsì?
Il prezzo si aggira intorno ai 100 euro e al momento ha una produzione limitata di 100 pezzi per ogni variante di colore: i primi fortunati clienti lo riceveranno a partire dal 22 gennaio, ma arriverà presto in vendita sulla piattaforma Kickstarter, anche se per avere tra le mani occorrerà aspettare la prossima primavera. Passato il ciclone Labubu, non ci resta che attendere, quindi, lo tsunami Mirumi.

