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    La sosia virtuale di Bubbles, che ha recitato la parte del vero scimpanzé di Michael Jackson, con il plauso di Peta

    redazioneBy redazioneMay 12, 2026
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    La vita al santuario ha finalmente rappresentato un epilogo felice per Bubbles, così famoso che nel 1988 l’artista Jeff Koons lo immortalò in tre identiche sculture in porcellana intitolate Michael Jackson e Bubbles che diventarono tra le sue opere più note tanto che nel 2001 uno dei tre esemplari venne venduto a un collezionista d’arte per 5,6 milioni di dollari.

    Arrivato al Center for Great Apes nel 2005 insieme ad altri quindici scimpanzé sottratti al mondo dello spettacolo, Bubbles ha trascorso la sua vita continuando ad essere sostenuto dallo stesso Jackson attraverso la Proprietà di Michael Jackson che fornisce un sostegno annuale per le sue cure. Uno dei suoi amici più stretti è Oopsy – informa il santuario – uno scimpanzé di 52 anni che è stato la controfigura nella sitcom d’azione BJ e l’Orso alla fine degli anni ’70. Pesa 84 kg ed è considerato un leader rispettato del suo gruppo di scimpanzé, che comprende Oopsy, Boma, Kodua e Stryker. Giocherellone e dall’indole artistica, si divertirà a dipingere e – assicurano dal santuario – è noto per essere molto pignolo sul momento in cui un dipinto è finito.

    Non amavo essere fotografato

    C’è un’unica caratteristica dell’attuale vita di Bubbles che farebbe pensare che un qualcosa della sua vecchia vita continua a dargli fastidio: non ama essere fotografato. «Sebbene sia molto fotogenico – raccontano dal Santuario – in realtà Bubbles non ama le macchine fotografiche e sembra accorgersi immediatamente quando una è puntata su di lui. Il più delle volte, quando nota una macchina, si gira di spalle o si allontana fotografica». Secondo gli esperti la sua avversione per la macchina fotografica è semplicemente una parte della sua personalità e, come per tutte le scimmie del Centre for Great Apes – che fortunatamente non è aperto al pubblico come uno zoo poiché la missione principale del santuario è quella di fornire una casa permanente e tranquilla agli oranghi e agli scimpanzé salvati – le sue preferenze vengono rispettate. Ma per uno scimpanzé che per quasi sette anni ha condiviso la vita con una delle pop star più fotografate di sempre, l’idea che ora non vuole saperne di più di flash e di scatti rubati fa sorridere. Sembra quasi volerci dire che la vita felice non passa per la notorietà. Neanche per uno scimpanzé.

    Bubbles che con del Jackson Michael parte Peta plauso recitato scimpanzé sosia vero virtuale
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