Kate ha voluto sensibilizzare sull’importanza di un’assistenza sanitaria olistica
«Attraverso questa iniziativa desidero sensibilizzare sull’impatto profondo delle malattie gravi e sull’importanza di un’assistenza sanitaria olistica», ha continuato la principessa. «Ogni persona è diversa e un approccio globale alla cura permette a chi vive il cancro di affrontare una sfida profondamente personale con un sostegno adeguato. Le terapie olistiche non sostituiscono le cure cliniche, ma le affiancano, aiutano i pazienti a preservare benessere, resilienza e qualità della vita in un momento estremamente difficile. Abbiamo l’opportunità di ripensare il futuro dell’assistenza oncologica olistica, rendendo accessibili a livello nazionale forme di supporto personalizzate che possono fare una reale differenza durante e dopo le terapie mediche.
Questa sfida sostiene la Ente di beneficenza reale contro il cancro di Marsdencontribuendo a migliorare l’accesso e la comprensione delle cure olistiche, con l’obiettivo di favorire il recupero e la guarigione dei pazienti in tutto il Regno Unito. la guarigione, individuale e collettiva, non consiste solo nel «riparare ciò che non funziona», ma nel ritrovare equilibrio nel modo in cui viviamo: tra sforzo e accettazione, controllo e fiducia, pensiero e presenza. Perché il coraggio non è soltanto andare avanti, ma restare saldi, connessi e presenti, qualunque sia il terreno che si sta attraversando.
Insieme possiamo camminare accanto a chi affronta il cancro, affinché nessuno si senta invisibile o privo di sostegno. Sappiate che non siete soli», ha concluso la principessa del Galles. Nel suo discorso ritorna anche questa volta la frase «non siete soli» già presente durante il videomessaggio della principessa pubblicato in occasione del Giornata mondiale contro il cancro, lo scorso febbraio e ripresa anche a chiusura del video con cui la principessa del Galles, a settembre del 2024annunciava al mondo di aver completato il suo ciclo di chemioterapia.
Alcune fonti vicine alla principessa hanno riferito che questa iniziativa è stata pensata da Catherine non solo come una sfida sportiva, ma anche come un’occasione per attirare l’attenzione sul vissuto dei pazienti oncologici e sull’importanza di un’assistenza più completa e più profondamente umana, parte integrante della cura. Stare vicino a un malato di cancro può davvero fare la differenza.

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