Poco prima che arrivasse il post social, la rivista spagnola Ciao era riuscita a contattare al telefono il cantante. «Julio sta preparando la sua difesa e tutto sarà chiarito. Vuole andare a fondo della questione e fare in modo che non rimangano dubbi sulle reali circostanze e sulla vera versione di quanto accaduto», aveva riferito il magazine. Aggiungendo che Iglesias avrebbe commentato la vicenda con queste parole: «La verità verrà a galla e la situazione sarà chiarita».
Intanto, secondo quanto riporta Ap, i procuratori spagnoli stanno esaminando le accuse contro il più famoso artista di lingua spagnola (300 milioni di copie vendute). Le due ex dipendenti che l’hanno denunciato alla magistratura – una collaboratrice domestica e una fisioterapista che nel 2021, all’epoca delle presunte molestie, avevano rispettivamente 22 e 28 anni – parlando con elDiario.es e Avvisi Univision hanno rivelato dettagli durissimi. La prima ha raccontato che il cantante la «usava quasi tutte le notti, mi sentivo un robot o una schiava, non riuscivo a oppormi (…) Mi lasciava riposare solo quando sua moglie era con lui a Punta Cana (…) Mi schiaffeggiava con molta forza, in modo orribile. Mi ah anche morso le gambe». La seconda ha denunciato baci e palpeggiamenti indesiderati ma anche rapporti sessuali non consentiti avvenuti sia in spiaggia che in piscina presso la villa di Iglesias a Punta Cana. Appena arrivato nelle residenze Julio Iglesias avrebbe chiesto a entrambe le cose molto intime come «ti piacciono le donne? Vi piacciono i rapporti a tre? Vi siete mai sottoposte a un intervento di mastoplastica additiva?». Inoltre a giugno 2021 i collaboratori domestici sarebbero stati sottoposti a visite ginecologiche e test per le infezioni sessualmente trasmissibili.
Assistite legalmente dall’organizzazione non governativa Women’s Link Worldwide, con il supporto di Amnesty International, entrambe le donne nei prossimi giorni verranno ascoltate come “testimoni protette”. Secondo il team legale dell’ong, i comportamenti denunciati potrebbero configurare diversi reati, tra cui «tratta di esseri umani finalizzata al lavoro forzato e alla servitù», «molestie sessuali», «aggressione sessuale», «lesioni personali» e violazioni dei diritti dei lavoratori. Rios Cisnero, direttrice esecutiva di Women’s Link, ha fatto sapere che l’associazione «è stata contattata da altre donne» che avrebbero lavorato per il cantante e avrebbero segnalato abusi simili. Il caso sta suscitando un ampio dibattito in Spagna. Esponenti del governo e di partiti della sinistra hanno espresso solidarietà alle denuncianti, chiedendo che venga fatta piena luce sulle accuse.
Giulio Iglesias, sposato due volte – dal 2010 con la modella olandese Miranda Rijnsburger – e padre di otto figli (con un nono rampollo, Javier Sánchez Santos, che sta ancora lottando per il riconoscimento di paternità), non ha mai rinnegato la sua fama da playboy. In un libro del 2014, per dire, si era vantato di aver conquistato «3000 donne» solista nel decennio 1970-1980. «Amo le donne, le ho sempre amate, sono bellissime. Se fossi un po’ gay, sarei il più grande gay di tutti, ma mi piacciono le donne», amava ripetere. Aggiungendo: «Quello che mi manca è il tempo per fare l’amore». Ora che il cantante è finito nella bufera, alcune testate spagnole – tra cui El Mundo – stanno riportando a galla controversi episodi che dimostrerebbero il suo lato più oscuro. Per esempio quelli raccontati da Veronica Castro. L’attrice messicana, nel 2022, ha rivelato che negli anni Ottanta ebbe ben due «incontri non consensuali» con Iglesias: «Una volta mi afferrò la testa e mi baciò. Un’altra volta mi palpeggiò il sedere. In entrambi i casi io reagii gridandogli: “Adesso ti do un pugno”».
