«Una Renault 16 TS, color verde, con gli interni in pelle marrone e il tettuccio apribile». È il primo ricordo di Arnaud Belloni legato all’iconica casa automobilistica francese, dove dal novembre 2020 ricopre il ruolo di direttore marketing globale, chiamato dal CEO dell’epoca, Luca de Meoper rivoluzionare l’immagine del Gruppo. «Fin da ragazzino ero follemente innamorato di Renault, perché mio papà ne era un grande fan e ne ha posseduti vari modelli. Da quella Renault 16 TS, appunto, ad una Renault 20 e poi una Renault 30», ci racconta il Vice President, Renault Brand Global Marketing and Chief Branding Officer. «Di conseguenza, come ogni figlio che vuole imitare il padre, anche le mie macchinine giocattolo erano tutte Renault. Così, finiti gli studi, nel momento in cui dovevo decidere il mio futuro, ho capito che volevo lavorare lì».
Ha cominciato. E lì, oltre vent’anni dopo, è ritornato.
«Fedeltà totale al marchio (ride, ndr). Anche quando lavoravo per i concorrenti, ho sempre osservato Renault, professionalmente. E ammetto che mi turbava leggere certe critiche e vedere ciò che facevano in termini di marketing. Tra me e me pensavo che un giorno, se fossi stato utile, avrei potuto tornare al timone del marketing. Così, quando è arrivato il CEO Luca de Meo, che conoscevavo molto bene perché avevamo lavorato insieme in Fiat, l’ho chiamato e gli ho detto: “So che sei il migliore in assoluto nel settore auto e il migliore nel marketing, ma se hai bisogno di un numero due che ti aiuti, io sono l’uomo che fa per te”. Lui mi ha detto che ci avrebbe pensato, poi mi ha richiamato. Questa è la storia».
È tornato in piena era Covid, all’inizio del 2021 ha creato il primo Dipartimento Marketing mondiale concentrato di Renault. Che ricordi ha di quel suo periodo iniziale?
«Ho nella testa ogni singolo dettaglio. Dal giorno 1, quando in ufficio non c’era assolutamente nessuno. Non era facile parlare con le persone. E dovevo far capire a tutti, a livello globale, che da quel momento avrei gestito tutto centralmente. In un mese ho costruito una strategia, poi in altri quattro mesi circa ho creato un team. Per me era una nuova azienda, mi è servito tempo anche per conoscere le persone, identificarle. E con loro smantellare tutti i vecchi processi, per costruire un sistema nuovo».
Che ha portato benefici immediati.
«Il vantaggio principale di avere una divisione marketing centralizzata è la coerenza. Una sola voce, un solo stile. Poi c’è puro vantaggio economico: se consideriamo alla Clio 5, quando è stata presentata c’erano sette o otto spot televisivi nel mondo: uno in Italia, uno Francia, uno in Germania, uno in Turchia…una cosa folle! Il costo di produzione va moltiplicato per otto. Farne uno solo, anche se bello e costoso, è un notevole risparmio. E non dobbiamo dimenticarci che nel 2020 Renault perdeva circa 20 milioni al giorno, 8 miliardi nell’intero anno. Hanno capito che dovevano prendere un CMO con già esperienza in quella carica e poi agire rapidamente per fare grandi cose in termini di creatività e trasformare il prima possibile il volto di Renault».
