L’eredità di Gino Paoli, morto ieri a 91 annitra diritti d’autore, immobili e vitalizio (nel 1987 fu eletto deputato nelle file del Partito Comunista Italiano) ammonterebbe a oltre 25 milioni di euro. Un immenso patrimonio che ora si troveranno a gestire gli eredi. Se esista un testamento – che inciderebbe naturalmente sulla divisione – al momento non si sa. Negli ultimi giorni, al suo fianco, c’era la sua famiglia: la seconda moglie Paola Penzo e gli ultimi tre figli Nicolò, 46 anni, Tommaso, 34, e Francesco, 26che da anni gestiscono i social e le note del cantautore. Saranno soprattutto loro, di fatto, a ereditare i proventi del catalogo musicale del padre che ancora oggi genera circa 450 mila euro l’anno in diritti d’autore.
A dover gestire il patrimonio dell’amato cantautore, tuttavia, non saranno solo la seconda moglie e gli ultimi figli. Prima di incontrare Paola Penzo, al suo fianco per oltre cinquant’anni e autrice peraltro di alcuni dei suoi successi, Gino ha avuto un primo matrimonio con Anna Fabbri, celebrato nel 1957. Tuttavia da quell’unione nacque il primogenito di Paoli, Giovanni, morto nel marzo 2025 a 60 annistroncato da un infarto. Mesi fa, proprio ricordando la morte di Giovanni, l’artista aveva parlato al Corriere della Sera di un dolore lacerante «che non ho ancora superato. Mi pesa molto parlarne (…) È stata un’ingiustizia atroce: deve morire prima il padre del figlio, dovevo morire prima io di lui». Gino è sopravvissuto solo un anno a Giovanni, che era a sua volta padre di Olivia.
Nei 91 anni di vita di Paoli c’è stata poi la storia d’amore con Stefania Sandrelli. Il 31 ottobre 1964, tre mesi dopo Giovanni, nacque a Losanna Amanda Sandrelliche ha preso il cognome della madre e che parlando al Corriere di quella famiglia complicatissima qualche tempo fa aveva raccontato: «Mio padre era sposato e in attesa di un figlio dalla moglie, mentre anche mia madre era incinta. Un bel pasticcio».
