Fabio Caressa affronta io 60 anni che arriveranno nel 2027 con grande serenità: «Non sono tanto smosso dalle cifre tonde perché vivo proiettato nel futuro. Un po’ di effetto lo fa, non posso negarlo, ma se guardi indietro a quello che hai fatto e se guardi avanti ai progetti che farai non puoi che provare gratitudine. Finché regge il fisico, andiamo avanti», scherza Caressa, al timone della seconda edizione di Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo in esclusiva su Sky e in streaming su NOW a partire da giovedì 21 maggio. Un programma fresco e originale che dimostra quanto si possa essere egoisti quando ci sono di mezzo dei soldi da guadagnare e che Fabio Caressa è riuscito a cucirsi addosso come un vestito su misura.
Com’è stato tornare alla guida di questa seconda edizione di La strada dei soldi?
«L’anno scorso mi sono dovuto immergere piano piano in una nuova realtà e sono stato aiutato tantissimo dalla squadra perché credo molto nel lavoro di gruppo, che anche quest’anno è stato fantastico. A questo giro mi sono sentito ancora più a mio agio anche perché, dopo cinquemila dirette, ho finalmente capito che non deve essere per forza buona la prima».
Si colpevolizza quando sbaglia?
«Prima mi sentivo male se sbagliavo. Oggi sono più sereno, anche perché l’importante è tenere il filo e non dimenticarsi dell’empatia, anche se in La strada dei soldi la mia, di empatia, è controllata. Essendo quello che conduce, devo mantenere un fiero distacco».
Lo ha mantenuto anche alla finale della prima edizione, quando due concorrenti hanno scelto di prendersi la fetta che spettava a due compagni lasciandoli una bocca asciutta.
«Anche se è stato scioccante anche per noi, ho trattato il giudizio perché, una volta lì, ti rendono conto di quali siano gli stress a cui i concorrenti sono sottoposti: molte decisioni possono essere dettate proprio da quella stanchezza. Quando, tramite l’auricolare, mi hanno comunicato cosa era successo ammetto che mantenere la faccia da poker non è stato facile. La reazione forte del pubblico ha, però, dimostrato che l’esperimento ha funzionato: la dicotomia tra gruppo e individuo nella dimensione dei soldi rimane una delle più interessanti raccontate dal programma, secondo me».
Fabio Caressa che rapporto ha con i soldi?
«Non mi concedo tanti lussi perché, per fortuna, non ho tanti vizi. I soldi mi servono a fare la vita che mi piace che è, obiettivamente, comoda, è inutile negarlo. I soldi per me sono spendibili in viaggi e in cene oltre che per i figli. Io, per dire, ho avuto una macchina in affitto a lungo e, quando l’ho comprata, non ho certo scelto una Ferrari. Il denaro, per me, deve fare felici le persone che ti stanno intorno».
