La battaglia di Evelina Sgarbi non si ferma. La figlia di Vittorio Sgarbi è tornata a parlare, ospite di Verissimodelle condizioni di salute del padre e delle difficoltà nella gestione delle decisioni più delicate che lo riguardano.
La recente apparizione a Domenica In del critico d’arte, in occasione della presentazione di un libro, ha colpito molti spettatori: Vittorio Sgarbi è sembrato molto fragile e provato. Una situazione che, secondo Evelina, avrebbe dovuto spingere le persone che gli stanno accanto a essere più prudenti e, soprattutto, più trasparenti. La donna ha fatto sapere che alcuni medici, dopo aver visto il critico d’arte in televisione, avrebbero ipotizzato ischemie cerebrali, metastasi o forti trattamenti psicologici.
«Non ho accesso alle cartelle cliniche di mio padre e non ricevo informazioni dai medici che lo seguono», ha spiegato Evelina a Silvia Toffanin. Questa assenza di risposte la spinge a sospettare che «ci sia qualcosa di grave sotto» e l’ha portata a rivolgersi al Tribunale per chiedere la nomina di un amministratore di sostegno.
La richiesta è stata respinta, ma la decisione del giudice non ha chiuso la questione: è infatti stata chiesta una perizia medica sulle capacità cognitive di Vittorio Sgarbifissata per maggio 2026, per valutare la sua idoneità a compiere atti di amministrazione straordinaria, come un eventuale matrimonio o scelte patrimoniali rilevanti. «È comunque un passo avanti», riconosce Evelina Sgarbi, che però non nasconde le sue perplessità. La valutazione, infatti, sarà affidata a uno psicologo e non a uno psichiatra oa un’équipe multidisciplinare. «Secondo me non basta uno psicologo per valutare una situazione così complessa», osserva, sottolineando come la gravità della depressione e il quadro clinico generale del padre avrebbe richiesto un diverso tipo di approccio. Alla perizia parteciperanno anche consulenti di parte indicati dai legali di Evelina Sgarbi e, con ogni probabilità, anche quelli del fratello Carlo, «interessato anche lui a fare chiarezza».
Ma a preoccupare la figlia di Sgarbi è soprattutto il muro che, sostenendo, si trova davanti quando chiede di conoscere le informazioni sanitarie del padre. Evelina racconta di una richiesta avanzata dall’avvocato del critico d’arte per impedire a lei e al fratello di nominare periti di parte e, in ogni caso, di non fornire loro documentazione clinica. «Cosa c’è di così grave e indicibile in quelle cliniche, talmente potente da dover occultare?».
Evelina descrive il padre come «debole, fragile e plagiato», al punto da temere che possa essere facilmente influenzato o addirittura «ricattato». Al centro delle sue accuse torna la figura di Sabrina Colle, compagna del critico d’arte, che, secondo la figlia, avrebbe un ruolo centrale nella gestione dei suoi interessi economici. «È lei ad avere società che incassano dai lavori di mio padre», ha dichiarato, negando di agire per interesse personale. «Per fortuna il tribunale ha deciso che il matrimonio non si può fare». Di Sabrina ColleEvelina dice che «non mi è mai piaciuta, così, a pelle, da quando ero piccola. A parte che non c’è mai stata, nonostante si dica che è la sua compagna di vita. Forse dal 2023 è un po’ più presente, ma prima non c’è quasi mai stata: l’ho vista pochissime volte».
Sul fronte patrimoniale, Evelina chiarisce di non avere attualmente una visione completa della situazione economica del padre e della Fondazione a lui legata, dalla quale i figli risultano esclusi. Ma annuncia un cambio di strategia: «Da domani cercheremo informazioni sul patrimonio di mio padre. Metteremo consulenti al lavoro sulla Fondazione e, se non sarà sufficiente, ci rivolgeremo alle autorità competenti». Evelina Sgarbi ribadisce di non avere intenzione di fare un passo indietro. «Se lasciassi perdere me ne pentirei», concludono. «Non voglio rassicurazioni dalle persone che gli stanno intorno, ma certezze mediche, documenti, cartelle cliniche».
