Dopo il duro botta e risposta in televisione, durante la puntata di È sempre CartaBianca, sulla guerra a GazaEnzo Iacchetti torna a dire la sua sulla politica e su alcuni esponenti del governo. UN Naturalmente Pianofortela rassegna organizzata da Andrea Scanzi a Pratovecchio, in provincia di Arezzo, il conduttore di Striscia la notizia ha ribadito di non avere problemi a definirsi comunista. «Non trovo che la definizione sia un’offesa perché, al di là dei milioni di persone che ha ucciso Stalin, non ho mai più conosciuto un delinquente che facesse parte del partito comunista», ha detto, indicando Enrico Berlinguer come il modello a cui continua a ispirarsi: «Quando ero bimbo, c’era una persona che se tutti i politici fossero stati come lui, probabilmente eravamo tutti comunisti: Berlinguer è il mio ideale di militante comunista».
Per spiegare la sua affermazione, Enzo Iacchetti ha aggiunto: «Essere comunista vuol dire aiutare i poveretti, difendere i bisognosi, parlare male di chi governa uno Stato e lo sta riducendo in poltiglia, parlare male di eserciti e guerrafondai, parlare male dei pedofili che governano gli Stati Uniti».
Quanto a Francesco De Gregori e al rapporto tra artisti e impegno civile, «Chi si espone, si espone. Chi sta zitto, sta zitto», ha spiegato. «Mamma io preferisco uno che sta zitto piuttosto che uno che dice che gli artisti non devono esporsi. Dicendo così ti sei già esposto dall’altra parte, caro De Gregori». Poi la battuta: «Ora ho capito perché non ho mai capito La donna cannone».
Poi Enzo Iacchetti ha raccontato alcuni dei suoi «sogni», per parlare di lavoro, trasporti, sanità e politica. Il primo era rivolto a Roberto Vannacci. «Vorrei che i pomodori in Puglia in agosto venissero raccolti da quelli che vogliono la remigrazione. Io vorrei vedere la faccia di Vannacci sudare a un euro netto all’ora. E vorrei vederlo asfaltare le strade di notte a 40 gradiperché io non vedo mai un bianco farlo». Subito dopo ha chiamato in causa Matteo Salvini, immaginando il ministro alle prese con uno dei disagi più lamentati dai viaggiatori. «Vorrei che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti provasse un giorno a salire su un Frecciarossa, in seconda classe: deve essere lì quando il treno si ferma tra Parma e Bologna per quattro ore senza aria condizionatanon in executive, dove l’aria condizionata funziona sempre».
Più duro il riferimento al ministro della Salute Orazio Schillaci. Nel denunciare il problema delle liste d’attesa per gli esami diagnostici, Enzo Iacchetti ha detto: «Vorrei vedere il ministro della Sanità andare in ospedale e avere bisogno di una tac o di una risonanza magnetica e sentire rispondere, ci dispiace la prima libera è tra otto mesi».
