L’arte vissuta attraverso il tatto
Niente anelli, bracciali o orologi e mani rigorosamente protette da guanti nel reticolo per i visitatori che si siano prenotati (ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria telefonando allo 081.549 88 34 o scrivendo una uicna@uici.it ) e per un giorno quel meraviglioso capolavoro scultoreo, che continua da secoli a suscitare uno stupore unanime, non sarà soltanto da guardare, ma da esplorare con la punta delle dita. La recinzione che normalmente protegge la statua, che raffigura uno splendido Cristo adagiato e ricoperto da un sottilissimo velo di marmo, verrà rimossa per permettere ai presenti di avvicinarsi alla scultura più famosa della cappella, dando vita ad un evento che non rappresenta soltanto un gesto di accessibilità, ma un vero e proprio capovolgimento dell’esperienza estetica: l’arte che, per tradizione si contempla a distanza, diventa materia viva, da sfiorare e toccarepercepibile in tutta la sua bellezza attraverso il tatto.
L’iniziativa, organizzata insieme all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedentirestituisce a chi vive una disabilità visiva la possibilità di entrare in contatto diretto con alcuni dei capolavori più celebri della scultura barocca. Oltre al Cristo velatoi partecipanti potranno esplorare anche i raffinati bassorilievi della Pudicizia e del Disingannoopere dense di significati allegorici e di virtuosismi tecnici. «La fruizione della bellezza – spiega a riguardo il presidente della sezione territoriale di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Giuseppe Ambrosino – deve intendersi come diritto universale perché l’arte non deve essere un privilegio solo della vista. I progetti di accessibilità, vieni La meraviglia a portata di mano trasformare un museo in un luogo di vera inclusione, contribuendo ad affermare che l’arte è di tutti o non è di nessuno».

