Proteggere i figli è un istinto naturale. Ma se diventa un modo per cancellare ogni ostacolo, ogni frustrazione, ogni caduta dalla loro vita, rischiando di trasformarsi in un limite. Ne è convinta Cristiana Capotondi, protagonista di Minerva – La scuolala nuova serie Netflix in arrivo il prossimo 22 settembre. Sono temi centrali, nella serie: in un ambiente come quello della scuola militare la disciplina e responsabilità hanno un ruolo fondamentale.
«Le regole a cui sono più affezionata sono sicuramente la disciplina, il sacrificio, il dover fare delle scelte», spiega a Oggi. «Le regole sono di per sé formative. Se tarpino le ali dipende da come reagisce la persona e da che regole sono». Secondo l’attrice, oggi si guarda ad alcuni valori con diffidenza rispetto al passato: «Questa è un’epoca in cui si sceglie poco, si ha poca disciplina, l’utilizzo della parola sacrificio per l’educazione delle nuove generazioni è bandito dagli adultiforse perché le generazioni precedenti alla mia hanno sofferto il tema del sacrificio come figli e forse hanno sperato di non dover far confrontare i propri figli con queste tematiche che, però, sono formative».
Cristiana Capotondi si confronta anche con la sua esperienza: «Io sono genitore da poco, ho una figlia di quattro anni (è diventata mamma quando aveva 42 annindr) e studio molto e il tema del dolorecioè bandire il dolore e proteggere i figli dal dolore anche in giovanissima età è molto dibattuto e sicuramente la stigmatizzazione del dolore e togliere completamente il dolore dalla vita dei figli che vuol dire anche la frustrazione, la fatica e il sacrificio è comprovato ormai che non sortisca esseri umani capaci di affrontare la complessità del mondo», racconta.
Nella serie, Cristiana Capotondi interpreta una professoressa: «Sono molto contenta di questo personaggio perché entra in una scuola militare da civile e porta uno sguardo esterno rispetto a questo mondo antico ma anche abbastanza chiuso. È uno sguardo che corrisponde a quello dei giovani allievi che entrano in questa scuola e sono un po’ disorientati rispetto alle regole, alla disciplina di questo posto», racconta.
