Poi arrivano i cicli della moda, e con loro i nuovi giovani di Hollywood. L’orecchino a cerchio torna protagonista, sfoggiato con credenze dai bellissimi e dannati (si fa per dire) Paolo Mescal o Giacobbe Elordi tra set in costume e tappeto rosso. Tutto molto studiato, tutto molto estetico. E va benissimo così. Solo che Freeman, nel frattempo, gioca proprio un altro campionato.
Freeman ha spiegato, con quella calma che rende tutto sorprendentemente ragionevole e che ti fa sentire improvvisamente poco preparato alla vita, che i suoi orecchini valgono abbastanza per pagare un eventuale funerale. Sì, proprio così. Se dovesse succedere qualcosa mentre è in giro per il mondo, avrebbe già aggiunto il necessario per garantirsi una sepoltura dignitosa.
La cosa che ci piace ancora di più è che non si tratta di un’idea eccentrica da star navigata, ma di una tradizione antichissima. IO marinaiper secoli, indossavano orecchini d’oro con lo stesso identico scopo: se il destino li acchiappava in un porto lontano, quel piccolo tesoro avrebbe pagato qualcuno per occuparsi di loro. Una soluzione pratica e diretta.
Nel tempo c’è poi chi si è deviato a definire ipotesi creativa, tipo che tenessero lontane le malattie o che migliorassero la vista… insomma, il punto era sempre uno: prevenire, possibilmente con stile.
