Voleva essere vista a 15 anni?
«Facevo le cose per me, non per gli altri. Era un modo per esprimere me stessa».
Sempre a 15 anni arriva Il Collegio: pensa di essere cresciuto più in fretta grazie a quell’esperienza?
«In quegli anni già vivevo lontana dalla mia famiglia e sapevo cavarmela da sola: Il Collegio ha senza dubbio implementato il mio senso di responsabilità e di maturità, anche se dopo un po’ gestire tutto – gli eventi in giro per l’Italia con i fan, per dirne una – stava diventando pesante. Senza contare che i numeri sui social hanno iniziato a gonfiarsi dall’oggi al domani: io e tutti i ragazzi siamo stati risucchiati dentro a un vortice mediatico incredibile che apre solo due strade. O non fare più nulla o cavalcare l’onda per capire dove ti portava».
E lei l’ha cavalcata. Il rischio qual è stato?
«Montarmi la testa: per fortuna ho sempre avuto i miei genitori vicino. Molti ragazzi hanno lasciato la scuola per dedicarsi esclusivamente a questo mondo: io no. Ho capito che dovevo costruirmi un futuro indipendentemente da questo scintillio perché temevo che da un giorno all’altro sarebbe potuto finire».
A 18 anni ha finito il liceo: cosa ha deciso di fare in quel momento?
«In attesa di capire dove mi avrebbe portata la carriera di attrice ho deciso sia di continuare con l’università – mi sono iscritta a Management delle imprese internazionali – che di recuperare un po’ di esami extra per ottenere l’abilitazione all’insegnamento».
Per insegnare cosa?
«Ho studiato Macchine e sistemi di automazione: alla fine del 2021 è uscito il concorso a cattedra per la mia materia e l’ho colto mettendo in stand-by l’università – mi manca solo un esame -. Adesso sono una docente di laboratorio in un istituto di Monterotondo».
Il primo approccio di Brunella Cacciuni come insegnante?
«All’inizio ero spaventata perché temevo che i ragazzi, vedendomi così giovane, non mi avrebbero rispettata. Ho, quindi, iniziato subito a mettere dei tavolotti ea mantenere le distanze spiegando loro che dovevamo rispettare i nostri ruoli».
I ragazzi sapevano dei suoi trascorsi al Collegio?
«Sì: sono arrivate diverse battute, ma li ho messi a posto. Ho partecipazione a un programma televisivo, ma non penso che fosse un buon motivo per smettere di vivere e non fare più niente. Mi sono detta: se mi riconosceranno, pazienza. È capitato a scuola che qualcuno mi chiedesse qualche foto ma ho detto di no, non mi sembrava il caso».
