Emergere lentamente dai tornanti quasi senza rumore, sulle stesse strade percorse cinque secoli fa da Michelangelo Buonarroti per scegliere il blocco di marmo perfetto, da liberare, come affermava, per trasformarlo in opere d’arte. Non un test drive, ma uno viale di marmo con Q 5 in configurazione S line edition, la più sportiva di tutte: avanza regale con il motore in modalità off road nello stretto tunnel scavato nella roccia su un asfalto di polvere di marmofino ad arrivare al centro della galleria Ravaccione, sotto il monte Torrione. Una cattedrale di 24mila metri cubi scavati nel marmo, o meglio nel marmo bianco di Carrara, da sempre il più pregiato, il più ricercato, proprio come lo è la Q 5, il modello Audi più venduto nel mondo.
Si mette in posa in una scenografia lunare, tra pareti che sembrano quinte teatrali abbaglianti, dove la raffigurazione in versione arte di strada della Creazione di Adamo che OZMO ha reinterpretato, rende omaggio a Michelangelo, quasi a voler creare un filo (diamantato come quello che aiuta a tagliare i blocchi di marmo), tra storia millenaria e tecnologia pura. Qui Audi Q 5 e-hybrid con le sue forme scolpite parla lo stesso linguaggio stilistico della scultura rinascimentale: sottrazione, purezza, tensione delle forme, con le nervature della carrozzeria che catturano e disegnano traiettorie di luce e gruppi ottici a LED che tracciano segni luminosi netti, precisi, come le incisioni su blocchi di marmo. All’interno è la tecnologia a modellare il movimento. Non soltanto materiali soft-touch rendono le superfici levigate come il marmo, ma un avvolgente palcoscenico digitale domina la plancia e prosegue con un altro display dal lato passeggero, con l’intelligenza artificiale applicata al controllo vocale e il sistema operativo Android Automotive OS.

