Il tema però era tutt’altro che superficiale. Sul piatto c’era l’industria della moda britannica e la capacità della reale di mettere sulla mappa brand più o meno noti determinandone la fortuna (e talvolta anche la sfortuna come dimostra il caso di Issa). Insomma, la bacchetta magica di Kate era più che mai necessaria non solo per tenere in piedi un settore ma anche per continuare a vendere un sogno. Sembra incredibile ma sapersi vestire è una dote che contribuisce al successo e alla popolarità della monarchia. Quando si parla di un abito si legittima anche l’istituzione che sta vivendo degli anni molto difficili. Spegnere i riflettori, da questo punto di vista, ha anche degli effetti collaterali.
Toglieteci tutto ma non gli outfit di Katequesto sembrava il sentimento e infatti dopo poco tutto è tornato nella norma. Del resto per trovare in rete un brand sfoggiato da una reale non serve un ufficio stampa di palazzo che lo suggerisce. L’alternativa sarebbe stata un saio, un sacco di juta, un’uniforme. Una strada poco praticabile per una principessa considerata una icona della moda di fama planetaria.
Tuttavia nel 2025 non sono mancati i colpi di scena sartoriali (di seguito ne passiamo in rassegna una decina) orchestrati però da non si sa chi. La storica stilista Natasha Archerpersona di assoluta fiducia per la principessa nonché regista occulta delle scelte di Kate per oltre dieci anni, non è più al servizio di Sua Altezza. La notizia è trapelata nel mezzo dell’estate ma si suppone che i rapporti tra le dovute siano buoni visto che la professionista, che si è messa in proprio nel ramo della consulenza di lussopartecipa agli eventi organizzati dalla reale in qualità di ospite.

.jpg)