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    Home»Lifestyle»WhatsApp a pagamento: è davvero la fine dell’era gratuita?
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    WhatsApp a pagamento: è davvero la fine dell’era gratuita?

    redazioneBy redazioneJanuary 26, 2026
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    Ricordati quando Whatsapp prometteva «niente pubblicità, niente fronzoli»? Ecco, quei tempi sono ufficialmente finiti.

    Meta sta testando un abbonamento a pagamento per la sua app della messaggistica più popolare al mondoe la notizia ha scatenato reazioni allarmanti tra i suoi 2 miliardi di utenti. WhatsApp sta cambiando pelle, questo è chiaro. Da semplice app di messaggistica gratuita si sta trasformando in una piattaforma complessa, con pubblicità, abbonamenti e nuove funzioni per aziende e creator, come i Canali (colomba c’è anche quello di Vanity Fair). È l’ennesimo segno che nell’era digitale il «gratis per sempre» ha i giorni contati.

    La svolta era nell’aria da mesi, da quando a giugno 2025 sono comparse le prime inserzioni pubblicitarie nella sezione «Aggiornamenti» dell’app per Android (arrivate poi a luglio anche su iPhone). Ora, secondo quanto scoperto da WaBetaInfo nella versione beta Android 2.26.3.9, Meta sta sperimentando un piano di abbonamento facoltativo che permetterebbe di eliminare completamente gli annunci.

    Quanto costerà e cosa cambia davvero?

    Il prezzo stimato si aggira intorno ai 4 euro al mesealmeno per il mercato britannico. Una cifra che ricalca quanto già visto su Instagram e Facebookdove gli utenti possono già scegliere di pagare per rimuovere le pubblicità. Meta sta evidentemente applicando la stessa strategia anche a WhatsApp.

    Prima però di farvi prendere dal panico: no, le tue chat non diventeranno improvvisamente un pagamento. Meta ha chiarito che messaggi, gruppi, chiamate e videochiamate rimarranno completamente gratuiti e senza pubblicità. Gli annunci continueranno a comparire solo nella sezione “Aggiornamenti”, quella dove si vedono gli stati ei canali. In pratica, l’abbonamento serve unicamente a chi vuole un’esperienza «pulita» senza inserimenti in quella specifica sezione. Chi non la usa spesso, oa chi non danno fastidio gli annunci, potrà continuare a usare WhatsApp esattamente come ha sempre fatto. Gratis.

    Il modello ibrido: pubblicità per alcuni, abbonamento per altri

    La strategia di Meta è chiara: offrire una scelta. Da un lato la versione gratuita con annunci pubblicitari (basati su dati generici come lingua, area geografica e interazioni con i canali), dall’altro un’opzione premium per chi preferisce pagare. Un approccio che segue la scia di altre piattaforme digitali come YouTubeche da anni propone la versione Premium per eliminare le pubblicità. Del resto, WhatsApp da tempo sta cercando di monetizzare i suoi miliardi di utenti, introducendo strumenti come abbonamenti ai canali per contenuti esclusivi e funzioni di promozione a pagamento.

    Non è un caso che i primi test dell’abbonamento siano destinati proprio a Europa e Regno Unito. Il Legge sui mercati digitali europeo impone alle grandi piattaforme di offrire alternative concrete all’uso dei dati personali per fini pubblicitari. L’abbonamento senza pubblicità rappresenta così una soluzione più solida rispetto ai discussi meccanismi «accetta o paga» che Bruxelles ha già messo sotto la lente. Meta ha inoltre ribadito che la crittografia end-to-end delle chat non verrà intaccata: i messaggi privati ​​resteranno privati, come lo sono sempre stati.

    Quando arriverà?

    Al momento si tratta ancora di test nella versione beta. Non ci sono date ufficiali, né conferme sul prezzo definitivo. La gestione dell’abbonamento dovrebbe avvenire tramite Google Play Store (e protettiva App Store per iOS), con la possibilità di attivarlo o disattivarlo in qualsiasi momento.

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