Stanley Tucci non sembra toccato dalla differenza di età, 21 anni, che lo separa dalla moglie, Felicity Blunt. Ma ammette che un pensiero lo turba profondamente. «Mi rattrista sapere che non la vedrò invecchiare e che non potrò prendermi cura di lei, se mai ne avesse bisogno», ha raccontato l’attore sessantaquattrenne in un’intervista al Volte. «Penso che ci sia qualcosa di davvero bello nel fatto che due persone invecchino insieme. E, a meno che non avvenga un miracolo, per noi questo non potrà accadere».
Stanley Tucci incontrò per la prima volta la futura moglie nel 2006, alla première de Il diavolo veste Pradadove recitava accanto a Emily Blunt, sorella maggiore di Felicity. Ho dovuto si rividero quattro anni più tardi, nel 2010, al matrimonio di Emily con John Krasinski. Da allora non si sono più separati.
Prima di sposare Felicity nel 2012, l’attore era stato legato a Kate Tucci, scomparsa nel 2009 dopo una lunga battaglia contro un tumore al seno. Con lei aveva avuto tre figli. Dalla sua seconda unione con Felicity sono nati Matteo nel 2015 ed Emilia nel 2018.
Proprio durante la gravidanza della secondagenita, Stanley Tucci ricevette la diagnosi di un tumore alla gola. «È stato terribile affrontarlo dopo aver già perso mia moglie e alcuni amici», ha raccontato. «Ma oggi sono più felice di prima. L’unica cosa che non mi rende contento è sapere quanto sia stato difficile per Felicity, che stava per partorire mentre io facevo la chemio. E naturalmente è stato duro anche per i bambini».
Oggi Stanley Tucci è in remissione da diversi anni. «Ho la mente più lucida di prima. Mi sento più forte», ha spiegato. «Tra quindici anni avrò ottant’anni, e ci sono ancora tante cose che voglio fare prima di allora. La mia famiglia è longeva, e spero di vivere a lungo anch’io». L’attore ammette però che il tempo che passa è una sfida: «È spaventoso, soprattutto quando hai dei figli per i quali vuoi esserci, e senti che il corpo cambia, che non riesci più a fare tutto ciò che facevi prima».
Da quando ha superato la malattia, per Stanley Tucci l’attività fisica è diventata irrinunciabile. «Non riesco a stare più di ventiquattro ore senza muovermi», ha scherzato, parlando di una recente lezione di pilates. «Sono in una forma migliore di quando non mi ero ancora ammalato. L’esercizio migliora tutto: ti permette di fare altre cose, anche mangiare e bere vino».
E proprio il piacere del cibo è al centro dei suoi progetti più recenti, come la serie Alla ricerca dell’Italiache lo ha portato ad esplorare la cucina e la convivialità del Belpaese. «Il grande cibo con cui sono cresciuto, la convivialità, lo stare insieme: credo in tutto questo», ha detto. «Credo che le cose che ami, quelle che ti appassionano, vadano esplorate e condivise con gli altri in nuove forme. Nessuno nella mia famiglia faceva il ristoratore o lo chef, ma il cibo è sempre stato al primo posto».
