In questo modo venne costruita la fortuna della tiara Fleur-de-Lis che Ena vedeva come una sorta di corona rappresentativa della casa reale dei Borboni. Lei, anche se in esilio, la indossò per tutta la vita. La prestò a sua nuora, Maria de las Mercedes, la contessa di Barcellona e moglie del figlio Juan, pretendente al trono spagnolo, per l’incoronazione della regina Elisabetta avvenuto nel 1953, un modo per rendere omaggio alle sue origini britanniche (lo farà nel 2017 anche Letizia). La regina Victoria Eugenia se ne andò nel 1969 e fu Maria de las Mercedes a ereditare i gioielli. Quando suo figlio Juan Carlos diventò re di Spagna nel 1975 dopo la morte del dittatore Francisco Franco, la contessa di Barcellona passò lo scrigno alla regina Sofia.
La sovrana consorte attende qualche anno prima di sfoggiare «La Buena». Lo fece nel 1983 al banchetto in onore dei reali svedesi. Sofia si diede una regola che infranse solo due volte con la nativa Grecia e con il Messico nel 2014, l’ultima volta che sfoggiò la tiara: avrebbe sfoderato la tiara Fleur-de-Lis solo in occasione di visite di stato tra monarchie.
Nel 2014 Juan Carlos abdicò a favore di suo figlio Felipe e pertanto a Letizia di Spagna passò la responsabilità di custodire la gioia di passare. La regina non si tuffò a capofitto in quello scrigno, si avvicinò a quei cimeli con i suoi tempi. Solo nel 2017 ha avuto il coraggio di confrontarsi con quel pezzo intriso di storia, non sempre felice: si presentò con «La Buena» in testa nel febbraio del 2017 per il banchetto in onore del presidente argentino Mauricio Macrì e sua moglie Juliana Awada.

