«Con la tecnologia scopriamo che molti lavori che pensavamo avessero un valore aggiunto sono eseguibili dall’AI, ma non quelli realizzati con le mani. Queste non possono essere sostituite» rassicurano dallo stabilimento toscano di Scandicci, cuore della Scuola di pelletteria del Gruppo Prada, sul futuro dell’artigianato.
In un’epoca, come quella attuale, dove l’intelligenza artificiale sta mettendo alla prova la solidità di certe professioni, c’è chi, dal settore manifatturiero, invita a guardare l’avanzare pentito del progresso da un’altra prospettiva, ovvero quella di «abbracciare la tecnologia, ma dando valore massimo all’ingegno». Così Andrea Guerra, Amministratore Delegato del Gruppo Prada, insieme a Lorenzo Bertelli, Direttore Marketing Gruppo Prada, ha sintetizzato la visione del marchio sull’importanza di preservare il lavoro manuale e tramandare il savoir-faire alle nuove generazioni in occasione delle celebrazioni per i 25 anni di vita della Accademia del Gruppo Prada, la Scuola di Mestiere del Gruppo che coltiva talenti attraverso la formazione.
Esempio virtuoso di quell’intreccio di valori che muovono il Gruppo, la scuola, ideata nei primi anni Duemila e strutturatasi progressivamente nel corso del tempo, offre corsi di apprendimento nei settori della pelletteria, dell’abbigliamento e delle calzature presso alcune delle sedi industriali del Gruppo in Toscana, Marche, Veneto e Umbria. Quello di Scandicci è uno dei principali poli produttivi del Gruppo Prada, dove vengono realizzati prodotti per i marchi Prada e Miu Miu, impiegando 405 persone totali, con un 67% della forza lavoro sotto i 35 anni.

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