La formula che usa nei suoi reel è di una semplicità disarmante. C’è un muro di strada con appeso di tutto, un quadrato di legno per terra che fa da passerella e lui che si avvicina alla telecamera tenendo in mano un paio di scarpe distrutte. Roba da scaricare, letteralmente. Poi fa uno schiocco di dita, stacco di montaggio, ed eccolo vestito come se stesse per calcare la passerella di Demna.
Quelle scarpe da buttare diventano il perno di un outfit pazzesco. Intorno, prende vita un look d’avanguardia con volumi esageratisovrapposizioni concettuali, cinture fatte interamente di tappi di bottiglia che sembrano texture tridimensionali e frammenti di vetro incastonati nel denim come diamanti grezzi. Ma niente art director, niente studio patinato, niente luci da set cinematografico, bilancio zero. Solo lui, un telefono e un senso dello styling fuori esagerato.
Nel giro di pochissimo tempo i suoi numeri sono schizzati alle stelle: parliamo di milioni di follower e di visualizzazioni. La cosa fa sorridere se consideriamo che i suoi reel sono finiti persino su LinkedIncondivisi da manager in giacca e cravatta che per un attimo hanno smesso di parlare di intelligenza artificiale e fatturati per applaudire il suo styling.
