«Mi sento più tranquilla sugli sci che in macchina», confessa. «Vado più forte e ho più confidenza, perché quello è il mio mezzo, il mio strumento». La carrozzeria intorno, evidentemente, non basta: Valentina si preferisce affrontare la prossima velocità ai 250 km/h con due sci e un casco, purché sappiate esattamente che cosa sta facendo.
Campioni, per un giorno principianti
È forse questa la cosa più divertente di Esperienza di guida Audi Auto sportiva organizzata a Imola: vedere 29atleti della FISI (Federazione Italiana Sport Invernali), ridotti da Milano Cortina e abituati a fare cose che per il resto dell’umanità richiederebbero una discreta incoscienza, trasformarsi in allievi diligenti. La esperienza di guida è il programma con cui Audi porta clienti e appassionati in circuito, affiancati da istruttori, per conoscere le prestazioni e il comportamento delle vetture Audi Sport in un ambiente controllato. Ad aspettarli ci sono le compatta RS3le RS 5 Avant in versione ibrida plug-inle supercar R8 e le elettriche RS e-tron GT. Insieme a loro, una squadra di istruttori Audi che parlano di traiettorie, punti di frenata, cordoli e trasferimenti di carico. Le facce sono attente. Qualche giro dopo, molto meno composte e tutte molto sorridenti.
Lucia Dalmassosnowboard parallelo e bronzo olimpico nel gigante parallelo a Milano Cortinaha appena provato quella che definisce «la più base» delle Audi disponibili. Stiamo pur sempre parlando di una RS 3 da 400 CV. Poi aggiunge: «Io ho una macchina che è un chiodo rispetto a queste, perciò non vedo l’ora di provare le altre». La velocità la divertire, ma la curiosità sembra prevalere: «Vorrei capire come guidare una macchina decentementeper poi riuscire a divertirmi». Dalmasso, arrivato all’Olimpiade dopo sei vittorie in Coppa del Mondo, pochi mesi dopo ha conquistato anche la Coppa di slalom parallelo.
Federico Tomassoni, argento olimpico nello skicross a Livignotrova invece una parentela immediata tra il suo mestiere e Imola: quattro concorrenti insieme, scie, sorpassi e centimetri che decidono se una traiettoria funziona oppure no. «Basta andare un po’ più largo e cambia tutto. Stessa roba con gli sci». Il primo giro serve per capire. Poi riemerge inevitabilmente l’atleta: cercare dove si può andare più forte.
