Un corso per i proprietari di cani
Dai dati del rapporto Il costo dell’inazione. Prendersi cura prima: animali, persone e comunità nelle politiche di prevenzione si evince che mantenere un cane in un canile rifugio costa mediamente circa 1.900 euro all’annocon una spesa che può oscillare tra 1.300 e 2.550 euro a seconda delle rette applicate.
Se il cane diventa di fatto inadottabile, il costo si ripete anno dopo anno. Molto diverso sarebbe investire nella prevenzione. La proposta di Legambiente è quindi una corso di formazione gratuito e obbligatorio rivolto ai proprietari, per imparare a gestire correttamente il proprio cane costa infatti tra i 100 ei 250 euro una sola voltafino a diciannove volte meno rispetto al mantenimento annuale in canile. Una scelta che, oltre a ridurre le rinunce agli animali, migliorerebbe il benessere sia dei cani sia delle famiglie.
«La prevenzione non è una spesa assistenziale, ma un investimento importante con un ritorno economico misurabile e che genera anche benessere e qualità nell’animale e nel suo proprietario», osserva Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, sottolineando come informare i cittadini sulle cause del randagismo e promuovere interventi strutturali costituisce oggi una priorità.
Da qui la richiesta al Parlamento di avviare una serie di riforme che spaziano dai corsi di formazione di chi decide di prendere un animale all’incremento della sterilizzazioneie al rafforzamento dell’integrazione tra anagrafe degli animali, servizi sanitari e servizi sociali.
Meno risorse, più randagismo
Il rapporto evidenzia anche una progressiva riduzione delle risorse pubbliche dedicate al settore. Nel 2025 la spesa è scesa a 193,6 milioni di euroil 22% in meno rispetto all’anno precedente, rappresentando appena il 3,65% di un mercato degli animali da compagnia che vale oltre 5,3 miliardi di euro. A pesare è anche la fragilità finanziaria di molti enti locali. La Corte dei conti ha certificato a fine 2024 ben 1.001 Comuni in crisi finanziaria. Dove mancano risorse, diminuiscono sterilizzazioni, controlli, gestione dei canili e attività di prevenzione, favorendo così il radicarsi del randagismo. Non è un caso Sicilia,Calabria eCampaniale regioni con il maggior numero di Comuni in difficoltà economica, sono anche quelle dove il fenomeno del randagismo è maggiormente diffuso.
