Dietro a tutto questo c’è Tokyo Cool Bizl’ultima evoluzione della campagna con cui il Giappone cerca da anni di convincere lavoratori e aziende a vestirsi in modo più leggero durante l’estate. L’obiettivo è semplice: affrontare temperature sempre più estreme e, allo stesso tempo, ridurre il ricorso all’aria condizionata ei consumi energetici. Così, dopo aver mandato in pensione giacca e cravatta, quest’anno la governatrice di Tokio, Yuriko Koikeha aperto anche i pantaloncini, incoraggiando i dipendenti pubblici a indossarli in ufficio quando il tipo di lavoro lo consente.
Ma il problema, qui, non sono tanto i pantaloncini quanto quello che lasciano scoperto. Alcune lavoratrici hanno espresso fastidio all’idea di vedere le gambe non depilano i colleghitanto che i media giapponesi hanno persino raggiunto il termine sune-haratraducibile più o meno come «molestia da peli sulle gambe». Secondo altri, però, il vero nodo è un altro: anche se la regola vale per tutti, agli uomini permette semplicemente di scoprirsi, mentre alle donne continua a imporre gli stessi standard di sempretra gambe depilate, collant e una maggiore cura dell’aspetto.
