Circa un mese fa, l’ennesimo annuncio di un cambio di co-inquilino. “Keir Starmer si è dimesso, avrai un nuovo padrone”qualcuno gli avrà sussurrato all’orecchio. A lui, le crisi politiche gli fanno un baffo (e che baffo, ci sarebbe da dire), le diatribe della famiglia reale non lo scalfiscono, anche la Brexit non lo ha distratto dal suo ruolo di 007 con il pelo al posto dello fumare e una ciotola di cibo umido anziché un Vodka Martini agitato, non mescolato.
Al posto di Starmer è arrivato un altro esponente dei laburisti, l’ex sindaco di Manchester, Andy Burnham. Così, tra scatoloni in partenza e altri in arrivo, Larry il gatto deve avere il suo bel da fare per tenere tutto sotto controllo. Del resto, ci è abituato, Burnham è il settimo Primo Ministro che entra nella sua vita e nella sua casa.
La storia inizia nel 2011 con David Cameron e prosegue con Theresa May, Boris JohnsonLiz Truss, Rishi Sunak, Keir Starmer e ora Andy Burnham.
Il capo Mouser all’ufficio di gabinettoLarry ha circa 19 anni, ma non ci pensa nemmeno ad andare in pensione. Anche perché a Downing Street non si vive malaccio. Larry è stato adottato il 15 febbraio del 2011 dal celebre rifugio di beneficienza Casa per cani e gatti di Battersea. La struttura lo aveva aiutato a trovare lavoro descrivendolo come un gatto dal forte temperamento, ideale per risolvere l’infestazione di topi che tormentava all’epoca Downing Street. Ed ecco l’assunzione.
Chi lo accudisce a Downing Street
Larry The Cat non è una proprietà privata del Primo Ministro in carica quindi rimane a Downing Street quando i governi cadono oi Premier si dimettono ed è accudito h24 dallo staff permanente del Cabinet Office. A differenza dei suoi predecessori storici, il mantenimento di Larry non grava sulle tasche dei cittadini britannici. I costi per il suo cibo e le visite veterinarie vengono infatti interamente sostenuti tramite donazioni volontarie dello staff e serate di beneficenza organizzate all’interno delle sale di Stato.
I reporter politici che stazionano quotidianamente fuori dalla famosa porta nera lo viziano costantemente con snack e attenzioni, rendendolo il felino più fotografato al mondo. Nonostante i tabloid lo abbiano spesso ribattezzato “Larry pigro” (Larry il pigro) per via di una evidentissima propensione ai riposini, la sua presenza ha un valore politico e comunicativo immenso. Larry è infatti un perfetto ambasciatore e un insostituibile “rompighiaccio” nelle situazioni diplomatiche più tese.
