Era il 29 dicembre 2013 quando un terribile incidente sulle piste di Méribel, nelle Alpi francesi, cambiò per sempre la vita di Michael Schumacher. Il sette volte campione del mondo di Formula 1 perse il controllo degli sci, cadde e sbattè la testa su una roccia, riportando gravissime lesioni cerebralicome rivelò l’unico bollettino medico diramato quando fu operato alla testa. Da allora la moglie Corinna -madre dei suoi due figli Gina Maria e Mick – ha lasciato trasparire poco e nulla delle condizioni di salute del marito, impegnandosi a difendere in tutti i modi possibili la sua privacy: ha trasformato la residenza-castello in Svizzera in un ospedale permanente e pochissime persone – a parte medici e familiari – hanno il permesso di vedere il campione.
Ora Corinna, come riferisce il Corriere della Seranel documentario Netflix Schumacher rompe il silenzio. Con parole che raccontano meglio di qualsiasi bollettino medico il presente del marito. «Michael mi manca ogni giorno. Ma non manca solo a me: manca ai nostri figli, alla nostra famiglia, a suo padre. A tutti. Eppure Michael è qui. È diverso, ma è qui. E questo ci dà forza». Corinna nel tempo non ha mai cercato spiegazioni o colpevoli per la tragedia avvenuta tredici anni fa: «È stata soltanto sfortuna. Tutta la sfortuna che una persona possa avere nella vita».
Corinna e Michael si conoscevano nei primi anni Novanta, quando lei era ancora fidanzata con il pilota Heinz-Harald Frentzen. Dopo il primo podio in Formula 1, conquistato nel Gran Premio del Messico del 1992, Michael presentò ufficialmente la fidanzata al pubblico. Tre anni più tardi le nozze: prima la cerimonia civile a Kerpen, città natale del campione, poi quella religiosa sul monte Petersberg. I figli arrivarono uno dopo l’altro: Gina Maria il 20 febbraio del ’97, Mick il 22 marzo del ’99 (la femmina oggi provetta cavallerizza, da un anno mamma di una bambina, e il maschio pilota di IndyCar).
